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“L’anello mancante”: il CGB porta il Baskin a Brugherio. Sabato 14 marzo l’esordio al Paolo VI
Sabato 14 marzo, alle 14.30 nel palazzetto Paolo VI della Polisportiva CGB, ci sarà un’amichevole di Baskin tra Thunder Casatenovo e Bkp Pioltello, che fungerà da trampolino di lancio per l’iniziativa, promossa dai consiglieri CGB, di istituire una squadra di Baskin a Brugherio, a partire da settembre 2026. Il Baskin, o Basket inclusivo è uno sport nato a Cremona nei primi anni 2000 con l’obiettivo di permettere a persone con diverse abilità fisiche, cognitive, e relazionali di giocare insieme, nella stessa squadra, in un contesto sportivo strutturato, competitivo e inclusivo.
Ognuno con le proprie capacità
Il principio fondamentale del Baskin è quello di coinvolgere ogni giocatore in base alle proprie capacità, includendo tutti allo stesso modo: squadre miste composte da atleti con e senza disabilità, ruoli differenziati in base alle specifiche capacità di ciascun atleta, campi e canestri aggiuntivi, così da permettere a tutti di poter partecipare, un regolamento adattato dall’Ente Italiano Sport Inclusivi e, soprattutto, collaborazione obbligatoria, poiché l’inclusione non è accessoria, ma strutturale.
L’idea dei consiglieri si sposa dunque con il progetto educativo del CGB, Polisportiva nata nel 1953 che ha sempre visto lo sport come strumento di aggregazione, crescita valoriale e responsabilità sociale.
Insieme al Brugo
Il primo passo è stato quello di contattare la Cooperativa Sociale Il Brugo, che ha accolto la proposta con entusiasmo. Il 14 marzo sarà quindi un momento cruciale sia per il CGB, sia per tutto il territorio, con il lancio di un’iniziativa che andrà a colmare una mancanza.
«Guardiamo al futuro»
Mauro Brioschi è uno dei rappresentanti della Polisportiva CGB, e ha una lunga esperienza come volontario nelle cooperative sociali. «Da tre anni a questa parte si sta facendo una trasformazione all’interno della Polisportiva in modo che sia di nuovo un punto di riferimento della comunità pastorale. Dopo questi tre anni di riassesto, è venuta l’esigenza di guardare al futuro: abbiamo pensato a come instaurare un progetto di Baskin, per cercare di coinvolgere il più possibile tutta la cittadinanza».
La scelta è ricaduta sul Baskin, continua, «perché è molto più inclusivo di altri sport, c’è una grande sinergia tra tutti i componenti in campo e non viene escluso nessuno. Ciò che vogliamo è che questa iniziativa sia condivisa con la comunità». A partire dal Brugo «perché i ragazzi che lo frequentano già vengono una volta a settimana qua da noi a fare attività sportiva».
Inserirlo nell’offerta del Cgb
Sugli obiettivi a lungo termine invece il desiderio è «strutturare questo progetto e inserirlo nell’offerta sportiva del CGB, l’idea è quella di avere per settembre una squadra nostra di Baskin, mentre da qui fino a giugno vogliamo continuare ad inserire la proposta Baskin e vedere come risponde la comunità e se davvero questo progetto attecchisce sul territorio. Poi, se tutto va bene, sarebbe bello vincere il campionato di Baskin l’anno prossimo», chiosa scherzosamente. «Noi crediamo molto nell’azione di volontariato, io personalmente arrivando da tanti anni di esperienza nelle cooperative con ragazzi con disabilità so che questi ragazzi danno tanto e quindi questa è un’opportunità educativa anche per gli educatori e gli allenatori, perché può far bene anche a loro per crescere umanamente».
«L’anello mancante»
Sull’argomento si è espresso anche don Leo Porro, sottolineando come questo sia «l’anello mancante della catena: la nostra vocazione ad essere una presenza sociale si compie con questa scelta. Ci mancava fare qualcosa di inclusivo per le persone diversamente abili, e questa ci sembra la scelta più opportuna e ne siamo fieri». Lo sport, conclude, «ha un grande impatto sociale quindi, si può dire che è l’anello mancante non solo per noi ma anche per tutta la comunità del territorio».

