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«Mamma, sono ricoverata», ma la truffatrice sbaglia il nome dell’ospedale e salta il raggiro telefonico

screenshot dal video dei Carabinieri che allerta sulle truffe più frequenti
screenshot dal video dei Carabinieri che allerta sulle truffe più frequenti

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«Mamma, sono ricoverata», ma la truffatrice sbaglia il nome dell’ospedale e salta il raggiro telefonico

È dalla lettera di una nostra lettrice che veniamo a conoscenza di una forma di truffa telefonica che, purtroppo, è sempre in voga. Sul telefono di casa arriva la notizia sconvolgente: la figlia ha un presunto tumore al polmone ed è ricoverata d’urgenza all’ospedale Maggiore.

«La voce disperata che parlava assomigliava a quella di mia figlia, anche se rotta dalla emozione», ci scrive Luisa Vannutelli. La telefonata desta i primi sospetti con la richiesta di soldi per un farmaco che non sarebbe stato fornito dall’ospedale, a detta della truffatrice che si spacciava per la figlia. Quest’ultima ha ulteriormente smascherato se stessa quando è stata spinta a dichiarare la sua posizione. «Mi ha detto che si trovava all’ospedale Maggiore a Brugherio».

Ormai consapevole che si trattasse di un tentativo di estorsione, Vannutelli ha immediatamente chiuso la telefonata. Non c’è possibilità di identificare i truffatori dal momento che non risulta il numero da cui questa chiamata ingannevole è partita. 

Questa apparente emergenza medica che si rivela in realtà un elaborato tentativo di estorsione purtroppo non è l’unico cui prestare attenzione. Questa tipologia di truffatori gioca sulle corde emotive, l’amore per i propri cari e le fragilità di chi si sente emarginato dalla società.

Gli schemi utilizzati sono ricorrenti: conoscerli è il primo passo per difendersene. Le tattiche comprendono presunti vecchi amici (sconosciuti) che si dicono in difficoltà finanziarie; falsi tecnici inviati per presunte emergenze; visite a domicilio di false addette al controllo delle dichiarazioni dei redditi che vogliono vedere oggetti preziosi; controllo di (ipotetici) errori nel conteggio delle banconote appena prelevate; consegne a domicilio truffaldine; finte chiamate dai carabinieri che informano di un figlio coinvolto in un incidente stradale e che invitano a pagare una cauzione per problemi con l’assicurazione oppure, ancora, telefonate da parte dell’operatore di un call center che, registrata la chiamata, monta il file audio per dare consenso all’attivazione di nuovi contratti.

La cattiva notizia è che le truffe si estendono anche al mondo dell’online: l’altra versione del “vishing”, ovvero una fraudolenta telefonata dalla banca che domanda i codici operativi del proprio conto corrente, è il “phishing”: una mail apparentemente di una banca che invita il destinatario a collegarsi tramite un link ad un sito internet simile a quello della banca in questione e ad inserirvi le informazioni riservate.

Sono molto comuni anche i messaggi che invitano alla riscossione di un premio inserendo le proprie coordinate bancarie o anche la necessità di pagare una somma di denaro per poter sbloccare e ricevere un pacco acquistato online. 

La lettera di Luisa Vannutelli è un monito che invita, ancora una volta, a rimanere vigili contro l’inganno, sia offline che online.

Nel dubbio, il consiglio è sempre lo stesso: prima di aprire la porta di casa a degli sconosciuti, o prima di dare dei soldi a degli sconosciuti, chiamate i vigili (039.870168) o i carabinieri (039.870005) chiedendo loro se la persona alla porta è affidabile o meno. Gli agenti sanno come smascherare i truffatori.

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