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Martedì 5 Carlo Raffa racconta il suo sogno, realizzato, di conquistare il Kilimangiaro

Carlo Raffa
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Martedì 5 Carlo Raffa racconta il suo sogno, realizzato, di conquistare il Kilimangiaro

di Fulvio Bella

Carlo Raffa, noto camminatore brugherese, presidente del Cai cittadino per moltissimi anni, è stato scelto per inaugurare il nuovo ciclo di incontri che “radici del futuro,” l’associazione culturale nata per sviluppare una serie di iniziative legate ai temi della cooperazione, dell’impegno sociale, della democrazia, e dell’amicizia, inaugurerà martedì 5 dicembre alle 21 presso la Casa del Popolo (via Cavour 1). Si tratta della sezione “Cammini, trekking, viaggi e …miraggi” dedicata, come direbbe La Palisse, a coloro che amano i viaggi, i trekking e i cammini.

La montagna d’Africa

Si comincia con un trekking che Carlo ha fatto circa dieci anni fa, che l’ha portato sulla cima del Kilimangiaro, che coi suoi quasi seimila metri è la montagna più alta dell’Africa, ma altresì la più alta montagna del mondo non inserita in una catena montuosa. Carlo racconterà l’ascesa in sette giorni dai più 25 gradi della foresta equatoriale ai meno 20 della cima, attraverso l’uso di spezzoni di suoi video, il tutto condito con la sua emozione, i suoi ricordi, i suoi aneddoti.

Perché abbiamo scelto il Kilimangiaro, trekking che molti, benché camminatori esperti, pensano impossibile da farsi? Perché si presta ad un ragionamento che vogliamo fare in questa sessione, i cammini, anche quelli che ci sembrano impossibili, se ci abbandoniamo al sogno, e a questo sogno ci prepariamo con impegno, sono in realtà obiettivi raggiungibili. La vera capacità è quella di lasciarsi andare al sogno, organizzarsi al sogno. Poi ognuno ha il suo sogno e poi…  i cammini si possono fare dappertutto, sul Kilimangiaro, sulla via Francigena, verso Santiago di Compostela, ma altresì nei campi fuori casa, nelle apparentemente banali vie della propria città.

29 maratone

Ma più che parlare io, facciamo parlare Carlo; essere qui ad intervistarlo mi emoziona. Mi considero un camminatore, ma al suo confronto mi sento come un allievo davanti al professore. Carlo infatti, ha partecipato a 29 maratone in tutto il mondo, più volte la Monza-Resegone, la 100 chilometri del Passatore, il Cammino di Compostela (più e più volte), la via Francigena, il Cammino di Sant’Agostino,  il Cammino di San Benedetto e chi più ne ha più ne metta.

Gli chiedo cos’è stato per lui salire in cima al Kilimangiaro.

«È stato realizzare un sogno, un sogno nato così, per caso, durante una chiacchierata. Un sogno che però, poco alla volta ha cominciato a fare casa, ha cominciato a farmi compagnia nella vita quotidiana. E io voglio esprimere un grande ringraziamento verso questo sogno per tutte le emozioni, tutta la felicità che mi ha dato. Ma forse questa questione del sogno e della felicità te la ripeterei per ogni mio viaggio, perché non c’è percorso che non abbia significato per me meraviglia. Dalle cose più piccole: una foglia, un ruscello, una lepre che scappa, alle più intense: panorami, città, monumenti, natura, incontri. Penso a quando al termine del Cammino di San Benedetto, per un fortuito incontro, sono stato ospite per una notte all’abbazia di Montecassino; un’emozione così intensa che mi ha fatto sentire la persona più felice del mondo».

Sandamianese

Carlo ha 75 anni, originario di San Colombano al Lambro, è venuto a Brugherio, da Milano, nel 1974. Dico a Brugherio anche se… abita a San Damiano. Scherzi a parte, segnatevi la data e se potete venite.  E comunque ricordatevi che camminare significa libertà, conoscenza, cultura, incontri, amicizia.

Saluto Carlo, “ASANTE” gli dico che, come mi ha spiegato lui, in lingua swahili, significa grazie, ma già che ci sono gli dico “asante sana”, grazie mille. Un “asante sana” anticipato a tutti coloro che verranno all’iniziativa.  Ah, dimenticavo, chi vuole alla fine può sempre ballare un hully gully, anche se però i watussi, sappiate, non ci saranno.

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