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Alla scuola dell’infanzia Rodari il progetto di ambientamento è per i bimbi e anche per i genitori

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Alla scuola dell’infanzia Rodari il progetto di ambientamento è per i bimbi e anche per i genitori

Quest’anno la scuola dell’infanzia Rodari si è messa in gioco in un progetto di ambientamento pensato non solo per i bambini, ma anche per i genitori. Ambientamento significa prima di tutto accoglienza. Un’accoglienza pensata e progettata per quel bambino e per quel genitore che, entrando in un contesto totalmente nuovo, cercano sicurezza. Per questo si è cercato di gestire questo momento in modo da favorire lo sviluppo di quel senso di protezione e di contenimento necessari allo star bene di tutti i soggetti coinvolti. Momento particolarmente coinvolgente è stata la consueta “festa dell’accoglienza” durante la quale le insegnanti hanno raccontato e interpretato la storia di “Lucy e il filo dell’amicizia”(di Vanessa Roader, ed. Terre di Mezzo). 

Questa simpatica storia ha dato il via ad una serie di narrazioni proposte durante le giornate di inserimento, aventi come tema proprio alcuni aspetti connessi indirettamente a questa fase: il distacco, il pianto, la crescita, il coraggio e la paura di tutto ciò che è nuovo e non si conosce. Fonte ispiratrice in questa progettazione è stata la partecipazione ad un webinar a cui le docenti della Rodari hanno scelto di partecipare, proprio per arricchire il loro bagaglio formativo di tutte quelle letture che, in una fase così particolare, potessero diventare strumento di condivisione, di unione e soprattutto di conoscenza. Infatti, mediante l’ascolto delle storie, il bambino comprende con sempre maggiore consapevolezza il mondo che lo circonda. Ad ogni ascolto, diventa sempre più in grado di cogliere i dettagli della narrazione che gli viene proposta… E, senza rendersene conto, immedesimandosi nei personaggi, il bambino fa proprie le loro esperienze, sente risuonare le loro emozioni perché vicine a quelle da lui provate, imparando in questo modo a denominarle e, con il tempo, anche a gestirle.

Questa sorta di immedesimazione non avviene solo con i bambini, ma si realizza anche con gli adulti che possono trovare negli stessi libri proposti ai loro piccoli un valido supporto. Da qui la scelta della Rodari di creare all’interno della scuola, nei corridoi dei due piani adiacenti alle sezioni, una spazio lettura in cui mettere a disposizione gli albi illustrati per i primi giorni di scuola, con lo scopo di sostenere le famiglie e i bambini nella metabolizzazione del processo di ambientamento. Per creare, infine, una maggiore empatia, sono state stampate alcune frasi, alcune emozioni che, liberamente, potevano essere prese e tenute, in modo che la carica emotiva di quei momenti di separazione potesse trovare ascolto e condivisione con gli insegnanti o gli altri genitori. 

Qui si conclude la prima tappa del nostro viaggio di quest’anno, con la speranza di essere riuscite, anche in piccola parte, a sostenere genitori e bambini in questa fase di partenza… Sappiamo che questo è solo l’inizio …il tragitto è ancora lungo… dobbiamo ancora affrontare il mare con il piccolo granchio (“Non avere paura piccolo granchio” di Chris Haughton, ed. Lapis), scoprire i trucchi per far volare via le lacrime (“Lacrime che volano via, di Sabine De Greef, ed. Babalibri), comprendere l’importanza di prendere per mano… ma anche di lasciare andare (“Prendimi per mano, mamma” di Nadine Brun-Cosme, illustrazioni di Christine Davenier, Edi. Clichy)… ma soprattutto dobbiamo iniziare a vivere i “nostri viaggi” con la leggerezza dei nostri bambini che ogni giorno imparano a costruirsi paracaduti di felicità… quindi, a tutti, l’augurio di un buon viaggio… anzi, a tutti, l’augurio di un buon volo!

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