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Noi Brugherio

150esimo: 1943, bombe sulla centrale Muore bimba di un anno

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150esimo: 1943, bombe sulla centrale Muore bimba di un anno

a cura della Biblioteca Civica

Nella notte del 17 luglio 1943 il cielo di Brugherio sprigionò l’inferno, annunciato da rombi e tuoni. La missione aerea degli squadroni 467 e 207 della Royal Air Force (R.A.F.) aveva l’obiettivo di colpire alcune grandi centrali elettriche, nodi nevralgici dei collegamenti fra l’area padana e le valli alpine.
Oltre a quella di Brugherio, doveva essere distrutta la “electrical power plant” di Cislago (Varese). In totale, ben 18 aerei Lancaster parteciparono all’impresa, dopo che già dai primi di giugno dello stesso anno, e sempre di notte, Brugherio fu visitata dai potenti velivoli britannici in ricognizione.
Nonostante il grosso dispiegamento di mezzi, il bombardamento alla nostra centrale elettrica di Torazza fallì completamente, a causa della visibilità ridotta.

Luciana Bestetti morta a un anno e mezzo
L’operazione costò però la vita ad una bambina di un anno e mezzo di età, Luciana Bestetti, abitante vicino alla centrale e colpita dalle schegge di una bomba. La notizia dell’incursione aerea non fu ovviamente riportata dai nostri quotidiani, ma venne ampiamente ripresa dalla stampa britannica, statunitense, canadese e, soprattutto, australiana, grazie ai comunicati dell’agenzia giornalistica A.A.P.
Gli Alleati però tacquero riguardo al fallimento dell’attacco su Brugherio e al parziale insuccesso di quello su Cislago, dove la locale centrale elettrica venne centrata solo in parte. Le poche informazioni riguardanti l’offensiva concentrica riportarono che la pattuglia della R.A.F. perse almeno due Lancaster.
Il primo, dopo aver bombardato Brugherio e Cislago, finì per essere colpito da un caccia tedesco Dornier-217, condotto da aviatori italiani, precipitando sulle rive del Ticino, dove trovarono la morte sei dei sette membri dell’equipaggio (si salvò solo il mitragliere, recuperato mentre si divincolava nelle poco profonde e limacciose acque del fiume).
L’altro quadrimotore, “intercettato” durante lo stesso raid dalla sparuta pattuglia della contraerea, non tornò più a volare dopo l’atterraggio di quattro ore più tardi nella base aerea di Blida, in Algeria, a causa degli ingenti danni riportati.

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