Connect with us

Noi Brugherio

Le trivelle all’esame del referendum, ragioni del sì e del no

Politica

Le trivelle all’esame del referendum, ragioni del sì e del no

di Eleonora Fraschini

La situazione attuale: in Italia non si possono ottenere concessioni per iniziare nuove estrazioni di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa (circa 20 chilometri). La legge di Stabilità consente a chi possiede già tali concessioni di continuare le attività estrattive fino all’esaurimento del giacimento, a prescindere quindi dal termine della concessione (che ha durata prorogabile di 30 anni).

Se vince il “sì”, parte della normativa verrà abrogata: le attività svolte entro le 12 miglia dalla costa dovranno cessare allo scadere della concessione, indipendentemente dalla presenza di petrolio o gas ancora da estrarre. Invece per quanto riguarda le perforazioni su terra e in mare oltre le 12 miglia, si proseguirà comunque fino all’esaurimento del giacimento. Continuerà il divieto ad installare nuovi impianti entro le 12 miglia.

Se vince il “no”, la legge verrà mantenuta e l’estrazione sarà possibile fino all’esaurimento del giacimento sia entro le 12 miglia che negli altri casi. Continuerà il divieto ad installare nuovi impianti entro le 12 miglia. In realtà i sostenitori del “no” suggeriscono di non andare a votare in modo che il referendum non raggiunga il quorum e dunque venga ritenuto non valido.

Le ragioni del “sì” sono sostenute anche dal Coordinamento Nazionale No Triv, nato nel 2012 (www.notriv.com).
Il Comitato dichiara che “la vera posta in gioco di questo referendum è quella di far esprimere gli italiani sulle scelte energetiche strategiche che deve compiere il nostro Paese in ogni settore economico e sociale per un’economia più giusta, rinnovabile e decarbonizzata” . Il referendum esprime infatti le “ragioni di chi chiede diritti, dignità, rispetto dei territori e della salute, affermazione del valore d’uso attraverso esercizio diffuso, decentrato e diretto, dal basso, di più democrazia”.
Il comitato pone dunque l’accento sull’inquinamento ambientale che comporterebbe l’estrazione e l’utilizzo dei combustibili fossili. Tale inquinamento metterebbe da un lato a rischio la salute dei cittadini, soprattutto di coloro che vivono in prossimità degli impianti, dall’altro danneggerebbe i mari italiani e di conseguenza il turismo.
Viene quindi auspicata la transizione alle energie rinnovabili pulite che però “non può essere una delega in bianco alla miglior convenienza delle lobbies energetiche”.

Le ragioni del “no” sono sostenute anche dal Comitato Ottimisti e Razionali (www.ottimistierazionali.it).
Il Comitato sostiene che “la valorizzazione delle risorse energetiche nazionali è un’opportunità di crescita e sviluppo per l’Italia. La messa in produzione anche soltanto di una parte delle riserve ad oggi non sfruttate, potrebbe attivare investimenti per circa 10 miliardi di euro”, con un forte impatto anche in ambito occupazionale.
Afferma inoltre che la chiusura degli impianti non si tradurrebbe automaticamente “in una politica immediata a favore delle energie rinnovabili, che da sole non possono ancora bastare”. La conseguenza diretta sarebbe solo una maggior importazione dall’estero. Per quanto riguarda l’inquinamento, dichiara che “stiamo parlando di uno dei settori più sicuri d’Italia, che segue i più alti standard di sicurezza, tutela delle persone e del territorio, standard che sono certificati da organismi internazionali indipendenti. […] Turismo, agricoltura e idrocarburi possono ben convivere”. Sarebbe invece l’importazione dall’estero a comportare rischi di danni ambientali e inquinamento.

QUANDO: Domenica 17 aprile dalle ore 7 alle ore 23

COME: Per votare è necessario presentarsi nella propria sezione esibendo la tessera elettorale e un documento d’identità. Bisognerà rispondere “sì” o “no” alla proposizione: “Divieto di attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in zone di mare entro dodici miglia marine. Esenzione da tale divieto per i titoli abilitativi già rilasciati. Abrogazione della previsione che tali titoli hanno la durata della vita utile del giacimento”. Chi è “contro le trivelle” deve votare “sì”. Chi è a favore deve votare “no”. Se la tessera elettorale è stata smarrita o è completa bisogna rivolgersi al Comune, l’ufficio di riferimento è lo Sportello Polifunzionale.

DOVE
Le sedi delle sezioni elettoriali sono:
• Scuola Elementare F. Sciviero, Via Veneto n. 52
• Scuola Media L. da Vinci, Via San Giovanni Bosco n. 25
• Scuola Elementare D. Camagni, P.zza D. Camagni n. 10
• Scuola Elementare Torazza, Via N. Sauro n. 135/B
• Scuola Media Sant’Anna, Via Sant’Anna
La suddivisione delle vie nelle varie sezioni è presente nel sito del Comune (www.comune.brugherio.mb.it), nell’area “Speciale Referendum 17 aprile”.

 

Continue Reading

More in Politica

To Top