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Brugherio città amica degli oratori: doppia la Regione per le presenze

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Brugherio città amica degli oratori: doppia la Regione per le presenze

Brugherio si conferma città degli oratori: la partecipazione a questo luogo fondamentale di crescita sociale doppia la media lombarda.

La ricerca
Il dato emerge da un raffronto tra la fotografia cittadina con quella scattata dall’indagine “L’oratorio oggi. Ricerca qualitativa e quantitativa sugli oratori in Lombardia” realizzata da Ipsos per gli oratori delle diocesi lombarde (nella regione si trova la maggioranza degli oratori italiani). Una conferma, questa, del radicalmente territoriale di una tradizione che continua ad essere viva, costantemente in città. Un terzo pilastro oltre alla scuola e la famiglia: così si colloca l’oratorio nella vita concreta dei ragazzi. E non è un posto dove provare disagio, anzi: l’85 percento dei bambini dichiara di stare bene in oratorio e di essere soddisfatto di frequentarlo.

Finita la scuola,  oratorio estivo
Il punto di forza dell’oratorio è costituito dal “Cre-Grest”, l’oratorio estivo, “che viene – si legge nella ricerca – vissuto dai ragazzi come una vera e propria vacanza,che permette di compattare il gruppo e il rapporto con gli animatori grazie alla frequenza assidua”.

Un luogo inclusivo
Secondo Luca Diotallevi, sociologo dell’Università Roma tre, tra gli studiosi che hanno commentato i dati della ricerca l’oratorio viene percepito come un luogo inclusivo perché si rivolge “potenzialmente alla totalità della popolazione di riferimento (quella giovanile). E’ anche il combinarsi di questi due tratti che fa dell’oratorio una struttura religiosa di tipo ecclesiale, nel senso di quella particolare e particolarmente esigente costruzione sociale non solo cristiana in generale, ma specificamente cattolica che la sociologia studia come Chiesa”.

Le “festa degli educatori”
C’é poi la presenza degli educatori. Un elemento fondamentale per l’oratorio: “Una nuova generazione sta arrivando all’ età adulta: quella di chi è stato socializzato a non avere aspettative certe, di chi è forse più preparato ad affrontare una situazione politica, sociale e economica in rapido mutamento e piena di incognite per il futuro. Questi giovani, come il Rapporto giovani dell’Istituto Toniolo mette in evidenza, hanno spirito di iniziativa e creatività, sono disposti alla mobilità e interpreti di un attivismo sociale che, prendendo originali fisionomie, li rende protagonisti delle nuove formazioni sociali e delle nuove forme di azione collettiva», spiega Rita Bichi professore ordinario di sociologia della Facoltà Scienze Politiche e sociali dell’Università Cattolica, co-curatrice del Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo.
Di «grande festa della gratuità» parla a proposito don Samuele Marelli, responsabile Oratori Diocesi Lombarde, mettendo in risalto il grande impegno dei volontari laici, per lo più giovani, presenti nel 98% degli oratori.

Il commento di don Alessandro Maggioni: «Un servizio che funziona»

 

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