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Buona Pasqua, con la preghiera del ladrone cattivo
Per gli auguri di Pasqua di quest’anno la Comunità pastorale Epifania del signore propone la preghiera scritta da don Davide Caldirola, che lascia la parola a un personaggio oscuro, di cui non conosciamo neppure il nome. È il ladrone cattivo, quello che non si ravvede e non si pente. Forse anche lui, a suo modo, ha qualcosa da dire a Gesù e a ciascuno di noi. Magari con le parole di questa preghiera.
Tutti a guardare quell’altro, quello buono,
quello che ha chiesto perdono al Crocifisso,
nudo e sputacchiato come noi,
come noi a due passi dal morire.
In Paradiso ci vieni anche tu,
così gli ha parlato il Nazareno,
si è girato verso di lui,
ha dato ascolto alle sue parole di speranza disperata.
E io dalla parte sbagliata,
quella di chi muore senza chiedere scusa,
in bocca soltanto una bestemmia,
le labbra socchiuse in un ghigno rabbioso,
come tutta la vita passata.
Nessun pentimento, nemmeno mezza preghiera,
le ho dimenticate da tempo, forse non le ho mai imparate.
Ma, Gesù, prova se puoi a cambiare lo sguardo,
vedi, ci sono anch’io a ricordarti quelli uguali a me.
Io sono il ladrone cattivo,
sono il frammento di un’umanità alla deriva.
Crocifissi con me sono tutti i miserabili,
carnefici e vittime di un mondo che dispera,
campo infinito nelle mani dei furbi e dei forti.
Sei venuto per salvare – dicevi – per fare del bene.
Guarda adesso, Gesù,
guarda questo mondo che di te non sa che farsene,
che ti ha appeso a un legno, vicino a me,
un ladro, un omicida come tanti, come ce ne saranno sempre.
Scusa se non ho parole per chiederti perdono,
se resto muto nel mio interiore bestemmiare,
se ho troppa rabbia per la vita buttata via.
Ma guarda almeno per un istante dalla mia parte,
dalla parte del ladrone cattivo che non sa pregare.
Tu che leggi nel profondo
capirai il mio rancore, comprenderai la mia disfatta, scoprirai
in fondo al cuore di pietra una lacrima nascosta.
Forse c’è un Dio anche per il ladrone cattivo,
che non ha imparato i salmi a memoria,
che resta fino all’ultimo dalla parte sbagliata.
E se puoi leggi nei miei insulti
le parole di un affetto che non ho avuto,
nei miei silenzi getta una goccia del tuo sangue,
regalami nel buio uno sguardo ferito che mi dia pace.
don Davide Caldirola

