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Martedì 27 gennaio Gianfelice Facchetti racconta Arpad Weisz (e ricorda l’Ac Brugherio)
Era il 1997, Gianfelice Facchetti difendeva la porta dell’Ac Brugherio, serie D. «È stata la mia ultima stagione da calciatore, ho mollato a gennaio, il calcio non faceva per me», racconta.
Interrotta la carriera sui campi da calcio sulle orme di papà Giacinto, mito dell’Inter e della Nazionale, la vita è continuata sul palcoscenico teatrale. «Pochi mesi dopo mi sono iscritto a una scuola di teatro e ho capito qual era il mio futuro», ricorda.
Facchetti tornerà a Brugherio, questa volta da attore, martedì 27 gennaio alle ore 21 al testro San Giuseppe di via Italia con lo spettacolo “Arpad Weisz. Se il razzismo entra in campo”. Racconta la storia di Arpad Weisz, l’allenatore più giovane ad aver vinto un campionato di calcio in Italia, nel 1929 a soli 33 anni sulla panchina dell’Ambrosiana. Un record ancora imbattuto. Nel 1936 e nel 1937 arrivano gli scudetti con il Bologna e, poi, la deportazione in quanto ebreo. Morirà ad Auschwitz nel 1944 per mano nazista.
«La sua storia era stata quasi completamente dimenticata – racconta Facchetti – finché Matteo Marani ha indagato ed è riuscito a ricostruirla». Pare impossibile, aggiunge, «che un allenatore che ha vinto 3 scudetti sia stato destinato all’oblio, ma è quello che può accadere quando si attraversa la linea sottile che tiene separata la gloria dall’oblio, la memoria dalla devastazione, il bene dal male».
Una vita attualissima, quella di Weisz, che Facchetti sul palcoscenico riesce a rendere ancor più contemporanea, parlando dello sport di ieri e dello sport di oggi.
Info e Biglietti
Lo spettacolo è un’occasione per riflettere, accessibile a tutti grazie a prezzi calmierati e convenzioni per gli sportivi.
- Dove: Teatro San Giuseppe, via Italia (Brugherio).
- Quando: Martedì 27 gennaio, ore 21.
- Prezzi:
- Posto unico: 10 euro
- Ridotto: 8 euro
- Speciale atleti: 6 euro
I biglietti sono disponibili direttamente al botteghino del teatro e online sul sito.

