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Una pietra d’inciampo per Giulio Mandelli, cresciuto a Increa e ucciso dai nazisti
Sarà dedicata a Giulio Mandelli la pietra d’inciampo 2026 che verrà posata al parco Miglio. L’ufficialità, così come la data (in genere a fine gennaio in corrispondenza con il Giorno della memoria), non è ancora stata confermata dal Comune, ma sul sito dedicato al progetto provinciale è già comparsa la notizia.
Mandelli è nato il 29 luglio 1909 e abitava alla cascina Increa: i genitori erano Ernesto e Angelica Castoldi. Dopo il servizio di leva, torna al suo lavoro nei campi, si sposa con Ines Fumagalli e ha un figlio.
Nel 1937 viene richiamato alle armi e inviato in Libia, per poco meno di un anno. A gennaio del 1942, con l’aumentato bisogno di nuovi soldati a seguito dell’entrata in guerra dell’Italia, per la terza volta è richiamato alle armi, arruolato nel 440° Battaglione Costiero, 2a Compagnia del IV Corpo d’Armata e inviato nella zona di Durazzo, in Albania.
L’8 settembre 1943, dopo il rifiuto di continuare a combattere al fianco dei tedeschi, segue il tragico destino della maggior parte dei militari italiani, ed è deportato in Germania, a Siegen-Weidenau, dove viene internato e obbligato a lavorare nelle industrie locali. Nonostante il suo forte fisico, a causa di una broncopolmonite acuta non curata, viene ricoverato all’ospedale civile di Weidenau, dove muore il 7 settembre 1944.
Sepolto nel vicino cimitero di Dreis Tiefenbach, dopo la fine della guerra la sua salma è trasferita nel Cimitero Militare Italiano d’ Onore di Francoforte sul Meno (Germania).

