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Centinaia di Penne Nere in corteo per l’inaugurazione solenne della Baita alpina

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Centinaia di Penne Nere in corteo per l’inaugurazione solenne della Baita alpina

Domenica 3 aprile grande manifestazione alpina organizzata dalle Penne Nere brugheresi. «Finalmente dopo due anni di “Clausura”, dovuta alla pandemia – sottolineano le Penne Nere –  hanno sfilato per la città gli Alpini di numerosi Gruppi delle Sezioni di Milano e Monza al suono della Fanfara Alpina della Sezione di Milano». I momenti più significanti sono stati l’Alzabandiera con il canto degli Italiani «presso la nostra Baita»; la deposizione di una corona di alloro al Monumento dei Caduti, lo scoprimento della targa posta sul monumento realizzato dagli Alpini del Gruppo alla presenza dei figli di Carlo Fiocco: Patrizia, Luigino, Carla e la dedicazione/intitolazione del Gruppo al Reduce Alpino Carlo Fiocco.

Le parole di mons. Angelo Bazzari, presidente Onorario della Fondazione Don Carlo Gnocchi (il beato don Gnocchi fu cappellano degli Alpini nella campagna di Russia), hanno toccato il cuore dei presenti «quando ha ricordato il significato della parola “Pace” e il sacrificio di tanti soldati e il contributo di questi alla nascita della nostra Repubblica». Poi è seguita la benedizione del monumento. Il giornalista Claudio Pollastri ha guidato la cerimonia e ha introdotto il discorso ufficiale del capo gruppo, del sindaco e del presidente della Sezione di Milano Valerio Fusar Imperatore. Il presidente ha voluto ripercorrere la storia del Gruppo chiamando vicino a sé i precedenti presidenti: Giorgio Urbinati (la nascita del Gruppo), Luigi Boffi (la crescita del Gruppo) e come attuale presidente ha sottolineato l’impegno di sostenere il Gruppo; ha voluto ricordare il supporto dell’Associazione Nazionale Alpini a favore delle comunità locali, delle richieste degli Enti Comunali, con la Protezione Civile ANA e, con i Gruppi Alpini, ha voluto ricordare il grande impegno di tutti i Soci nel periodo pandemico e oggi per l’emergenza profughi ucraini. Ha parlato di «un richiamo forte al ripristino di un servizio di leva per i giovani, non inteso come quello vissuto dai soci, ma rivolto verso un servizio civile dove i giovani riscoprano i valori di solidarietà, sacrificio, amor di Patria, senso civico nel rispetto del bene comune». Un momento solenne con La preghiera dell’Alpino e a conclusione, mons. Bazzari, ha benedetto il Gagliardetto e la Baita con il taglio del nastro. «Finalmente la nostra Baita è inserita a pieno titolo nel tessuto sociale della città – hanno ribadito gli Alpini -. Gli Alpini sono sempre pronti, nel limite del possibile delle nostre forze, ad “onorare i morti aiutando i vivi”». Il Tricolore volteggiava dalle finestre e dai balconi segno della vicinanza della città ai nostri Alpini.

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