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Il traliccio innovativo per le telecomunicazioni accanto alla tangenziale è fatto di legno

Il traliccio inwit fotografato dal cavalcavia di Increa

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Il traliccio innovativo per le telecomunicazioni accanto alla tangenziale è fatto di legno

È dall’estate che i brugheresi si interrogano su cosa sia la strana costruzione sorta lungo l’autostrada A51 Tangenziale Est di Milano, dal colore insolito, ma ora è ufficiale: si tratta della prima torre per le telecomunicazioni mobili in Italia strutturata in legno lamellare, materiale alternativo all’acciaio. Così riferisce INWIT, l’azienda che l’ha realizzata, società italiana che opera nel settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni elettroniche. Nessun «palo della luce gigante», nessun «rilevatore di velocità ad alta potenza», e anche gli appassionati di Ufo che si sono scatenati sui gruppi social cittadini sono rimasti delusi, ma una struttura alta 40 metri con 4 ballatoi per posizionare antenne e ponti radio dei gestori ospitati, adiacente al Parco est delle Cave, che garantirà la copertura della rete cellulare della zona assicurando anche i servizi telefonici emergenziali, di particolare rilevanza per il traffico autostradale.

La vera novità rimane certamente il materiale, in linea con gli obiettivi del Piano di Sostenibilità 2021-2023 dell’azienda, e con due aspetti funzionali alle nostre zone, affermano dall’azienda: la riqualificazione del territorio del Parco come corridoio ecologico, e il miglior inserimento ambientale e paesaggistico possibile dell’infrastruttura. «L’idea con cui è stata concepita questa torre è quella di sostituire con il legno quanto più acciaio possibile, esplorando in questo modo un’alternativa sostenibile, essendo il legno una risorsa rinnovabile» ha dichiarato l’amministratore delegato di INWIT Giovanni Ferigo. Inoltre, così facendo il concetto di integrazione ambientale viene perseguito anche nello sviluppo della rete macro, per far sì che le infrastrutture di telecomunicazioni non siano percepite come elementi estranei, bensì come parte dell’ambiente stesso in cui vengono realizzate. «Nell’ottica di un futuro sempre più connesso, le torri aumenteranno. Abbiamo il compito di pensare a materiali alternativi che possano ridurre gli impatti ambientali lungo tutto il ciclo di vita dell’infrastruttura e che siano sempre più armonici con il paesaggio e il decoro urbano» ha concluso Ferigo. A Brugherio non manca, però, chi vorrebbe un impegno maggiore nel camuffare la struttura.

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