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Si torna in classe, tra le incognite di un anno più incerto che mai. L’assessora Borsotti: «Serve fiducia»

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Si torna in classe, tra le incognite di un anno più incerto che mai. L’assessora Borsotti: «Serve fiducia»

«Vogliamo fare l’elenco delle cose che potrebbero non funzionare? Comincio io, se volete, di ansie ce ne saranno. Ma l’inizio della scuola è il vero banco di prova della responsabilità di tutti. Se sarà positivo, è un’iniezione di fiducia per tutto il Paese». Il sindaco Marco Troiano cerca di cogliere in contropiede le possibili polemiche di inizio anno scolastico.

Un anno che, causa nuove normative, si preannuncia più incerto che mai. «Dobbiamo credere alla scuola in presenza – gli fa eco l’assessora all’istruzione Giovanna Borsotti – perché i mesi di didattica a distanza sono stati faticosi per studenti, insegnanti, famiglie. Se abbiamo fiducia nelle scuole, da lì ripartirà anche l’Italia».

Le scuole brugheresi sono vecchie e per assurdo, precisa l’assessora, è un vantaggio in quanto hanno aule di vecchia concezione, molto ampie che consentono i giusti distanziamenti tra i banchi. Non si è reso necessario in nessun caso, precisa, «dividere classi. Alcune hanno semplicemente cambiato aula».

Il governo ha assegnato al Comune 160mila euro per effettuare lavori di adeguamento alle normative anti Covid. «Li abbiamo impiegati – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Formenti – dopo riunioni con i dirigenti scolastici a seconda delle necessità che sono state espresse. Ad esempio per realizzare ulteriori ingressi che consentano arrivi separati, oppure per acquistare nuovi banchi, adeguare aule, rifare il pavimento della palestra della Manzoni, un campo da volley nel cortile della Sciviero, il camminamento esterno all’asilo Collodi».

Esclusa dai lavori, per motivi legati al Tribunale, la secondaria Leonardo da Vinci

Alcuni lavori sono già stati completati, altri, afferma l’assessore, saranno realizzati nelle prossime settimane (circostanza che ha sollevato le polemiche della Lega) con gare ad affidamento diretto dove non sono in grado di intervenire direttamente gli operai comunali. Troiano assicura però che «i genitori possono stare tranquilli, le scuole sono in sicurezza, nonostante alcuni lavori siano ancora da completare».

Conterà molto, secondo Borsotti, «il rispetto del patto di corresponsabilità. È accaduto che bambini mandati a casa da scuola con la febbre tornassero già in classe il giorno dopo, magari dopo aver preso la Tachipirina. Non dovrebbe mai accadere, quest’anno ancora meno».

I ragazzi pranzeranno «prevalentemente nelle mense – riferisce l’assessora – tranne la Don Camagni, in cui la mensa è utilizzata come aula». Al proposito, è prevedibile che il fornitore della mensa ritocchi al rialzo le tariffe, date le nuove modalità di consegna dei pasti, in monoporzioni, ma sembra che il Comune sia intenzionato a pagare di tasca propria l’eventuale maggiorazione.

Non è chiaro, al momento, quante mascherine chirurgiche potrà garantire ogni scuola. I genitori dovrebbero essere già informati se è necessario che se ne dotino autonomamento o se le fornirà l’istituto. A una prima indagine, sembra che in alcune scuole saranno fornite e in altre no.

«Comprendiamo la preoccupazione delle famiglie, le incognite sono tante – conclude Troiano –, ma con la responsabilità di ciascuno potremo farcela».

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