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25 marzo, il Papa a Milano: Francesco nella parrocchia avviata da don Motta

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25 marzo, il Papa a Milano: Francesco nella parrocchia avviata da don Motta

don giuseppe motta

di Roberto Gallon

Il primo luogo che papa Francesco visiterà appena giunto a Milano è la parrocchia di San Galdino in via Salomone, zona Mecenate. Il brugherese don Giuseppe Motta né è stato uno dei primi responsabili.

Le “Case minime” e il cardinale Schuster
Il sito della parrocchia milanese riporta infatti che “in origine tutto il territorio apparteneva alla Parrocchia di Monluè. Quando furono costruite le “case minime” di Via Numidia (1933) e di Via Zama (1937), vi presero dimora anche le Suore delle Poverelle. Nel loro saloncino venivano celebrate le funzioni religiose. Verso il 1935 venne costruita, in Via Zama 19, la modesta chiesetta con annesse opere parrocchiali. Con lettera in data 24 agosto 1939, il Card. Schuster, staccava il quartiere dalla Parrocchia di Monluè e lo erigeva in Vicaria Perpetua, affidandola alla protezione di S. Galdino”.

Le difficoltà di don Motta nel quartiere Trecca
Don Motta viene nominato vicario con funzioni di parroco nel 1943. Sono anni molto difficili. La zona, una volta chiamata la “Trecca”, è alla periferia della città e le case minime erano spesso residenza di malviventi e prostitute. Durante la guerra poi, la vicina ferrovia era un obiettivo “privilegiato” e quindi alle difficoltà economiche si aggiungevano anche quelle della distruzione. La Trecca fu soggetta a diversi bombardamenti effettuati dagli aerei alleati prima del 25 aprile 1945.

L’attività di don Giuseppe per giovani e lavoratori
E’ in questo difficile ambiente che don Giuseppe riesce ad essere punto di riferimento per la popolazione istituendo diversi punti di aggregazione per aiutare le famiglie ed i lavoratori in difficoltà. I giovani poi erano sempre nei suoi pensieri cercando di trovare per loro un futuro ma anche un momento di svago. Il parroco brugherese riuscì inoltre a porre anche le basi per la costruzione di una cappella in via Mecenate attiva fino alla fine degli anni ottanta.

Dalla periferia estrema alla centralissima S. Marco
Don Motta rimase a San Galdino fino al 1954. Il cardinale Montini lo aveva scelto infatti, per ringraziarlo del lavoro svolto, come nuovo prevosto della basilica di San Marco in centro Milano, dove lavorò (riattivando la parrocchia che doveva essere chiusa) fino al 1974 anno della sua scomparsa.

Case bianche, 500 alloggi fatiscenti
Le “Case Bianche” di via Salomone a Milano ospitano quasi 500 nuclei familiari: molti immigrati, prima dal Sud Italia e oggi extracomunitari. A quarant’anni dalla loro costruzione presentano un evidente stato di grave incuria e degrado. Oggi hanno i caratteri tipici della periferia: immigrazione (con un forte nucleo di musulmani e qualche latino-americano e filippino), presenze problematiche e forme di abusivismo. Sono presenti due campi nomadi: uno abusivo e l’altro comunale. L’intera area oggi presenta alcuni tentativi di intervento, con la bonifica dei vecchi capannoni industriali e la loro sostituzione con nuovi caseggiati di edilizia residenziale e la sistemazione di aree di verde pubblico attrezzato. Dal punto di vista sociale, emerge come unico presidio lo Spazio Anziani gestito dalla Caritas in accordo con il Comune per l’accompagnamento, il disbrigo delle pratiche e le attività ricreative.

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