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Il laghetto di Increa, aumentato di 5 metri in 10 anni. Ecco i risultati delle analisi

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Il laghetto di Increa, aumentato di 5 metri in 10 anni. Ecco i risultati delle analisi

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In dieci anni, il livello medio dell’acqua del laghetto di Increa si è alzato di 5 metri. Con due picchi: quello negativo nell’aprile del 2007, quando era a 119,5 metri sul livello del mare, nel luglio 2015 quello positivo: raggiungeva i 129,5. Nel 2016 si è assestato intorno ai 127. È uno dei dati (su NoiBrugherio in distribuzione trovate anche alcuni grafici e ulteriori numeri) emersi dallo studio delle acque che ha impegnato per un anno i geologi e gli ittiologi di Studio idrobiologico. Tra loro, il dott. Fabrizio Merati.

RADDOPPIATI I METRI CUBI
«L’innalzamento delle acque – spiega – deriva probabilmente dal doppio effetto dello sviluppo urbano. Da un lato, infatti, ci sono meno aree agricole che necessitano di irrigazione. Dall’altra, l’aumento degli edifici è un po’ come se aumentassero gli oggetti in una vasca da bagno: il livello, sia nella vasca che della falda, si alza».

La volumetria è quasi raddoppiata, passando dai 1.042.841 metri cubi di acqua del 2008 agli attuali 1.924.540. «Non si può dire se sia un problema – commenta Merati -, in quanto una rilevazione di questo dato su 10 anni è troppo limitata per trarre conclusioni, potrebbe essere una fluttuazione che rientra oppure no».

Tra gli esami effettuati, anche quello sull’ossigenazione: «In alcuni periodi dell’anno – afferma Merati – sul fondo del lago l’ossigeno è vicino allo zero. Ma anche quei pochi punti percentuali di presenza sono sufficienti per scongiurare fenomeni di putrefazione».

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LA TOSSICA ALGA ROSSA
L’analisi del bacinio è stata effettuata con rilevazioni mensili lungo l’arco del 2016. Secondo lo studioso «ne emerge la fotografia di un laghetto simile a molti altri analoghi, artificiali, della zona. «Nello specifico è leggermente eutrofizzato, vale a dire che è ricco, fin troppo, di sostanze nutritive».

In questa condizione è proliferata l’alga rossa Planktothrix rubescens, dalla quale ha preso origine tutto il progetto. È nota, si legge nel documento di sintesi, “per produrre microcistine, efficaci epatotossine associate con avvelenamenti anche mortali in umani ed animali”. A quanto risulta, può essere pericolosa se ingerita. O se si mangiano animali che l’hanno ingerita.

Secondo Merati «l’alga è stata rilevata sulla superficie del lago a gennaio e dicembre. Non è detto che non fosse presente, sott’acqua, anche in altri periodi». È pericolosa? «Non si può dire, dipende molto dalle concentrazioni delle tossine: se sono basse, non c’è alcun problema. Ma per capirlo servono ulteriori analisi».

SERVONO ULTERIORI STUDI
Le proposte al Comune emerse al termine dello studio vanno proprio in questo senso, vale a dire proseguire le analisi per approfondire il tema e valutare se è necessario eliminare l’alga e come.

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I PESCI SONO QUASI TUTTI ESOTICI
Studio idrobiologico ha anche effettuato un campionamento dei pesci del lago dal quale è emerso, come già era noto, che Increa è popolata per lo più da pesci “esotici”. Cioè non presenti naturalmente in questo territorio, ma introdotti da mano umana.

È rimasto impigliato nelle reti uno storione russo di un metro, insieme a due gardon, 5 esemplari di persico sole, un persico trota, un luccioperca e, unico autoctono, un pesce persico di 19 centimetri. Il campionamento dei pesci è tutt’altro che esaustivo: secondo un rilevamento degli appassionati dello Spinning Brugherio del 2014 sono presenti almeno 14 specie diverse di pesci.

Anche per questo, vale a dire avere un panorama più completo, Studio idrobiologico ha suggerito al Comune di autorizzare, regolamentandola, la pesca nel laghetto. Allo scopo di acquisire informazioni sullo stato dei suoi abitanti ed eliminare le specie invadenti.

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