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Cattolici e luterani insieme sulla spinta di Francesco. L’incontro con Monsignor Buzzi

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Cattolici e luterani insieme sulla spinta di Francesco. L’incontro con Monsignor Buzzi

monsignor-buzzi«Mi lasci usare una parola forte: per decenni i fedeli sono stati quasi “super indottrinati” sulla separazione tra cattolici e luterani. Oggi i tempi sono maturi per un riavvicinamento, pur nelle differenze».
Mons. Franco Buzzi introduce così l’incontro che lo vedrà relatore, martedì 8 novembre alle ore 21, nel salone parrocchiale di San Bartolomeo in via Italia 1. L’appuntamento è parte di una rassegna che vedrà lo studioso a Brugherio anche martedì 17 gennaio e domenica 2 aprile. Il titolo della serie di tre serate è “Dal conflitto alla Comunione”: martedì 8, in particolare, si parlerà della visita di Papa Francesco a Lund, in Svezia.

«Gesto impensabile»
«L’iniziativa del Pontefice è al contempo di continuità e di novità», spiega mons. Buzzi, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana e tra i massimi esperti della Riforma. «Prima di lui, già Giovanni Paolo II visitò la Scandinavia, dimostrando una grande attenzione ad andare verso il mondo protestante. Ma la decisione di Francesco di partecipare a una ricorrenza, vale a dire i 500 anni dalla riforma di Lutero, è sorprendente. Neanche pensabile, cent’anni fa. Difficilmente ipotizzabile qualche decennio fa».
I traguardi dell’ecumenismo, in questo campo, vedono come data centrale il 1999, quando la Chiesa cattolica e luterana firmarono una dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione, trovando una lettura condivisa su una questione centrale che sembrava dividere le due dottrine. «Parte da lì la consapevolezza comune della necessità di testimonianza a partire dalla comune esperienza del Battesimo», afferma il sacerdote.
Un avvicinamento, soprattutto con la spinta data da Papa Francesco, visto non di buon occhio da alcuni gruppi all’interno della Chiesa «che ne hanno frainteso il significato – afferma Buzzi -. Non si tratta di una resa, ma di capire che i tempi sono maturi per celebrare insieme non una “festa della diminuzione” della propria fede, ma un impegno a portarsi verso ciò che ci unisce».

Unità differenziata
Può sembrare che il tema ecumenico sia una questione da studiosi. Un nodo che devono risolvere le alte sfere della Chiesa, per poi comunicare ai fedeli la soluzione trovata. «Tutt’altro – conclude il monsignore -. L’esigenza è che diventi un tema diffuso: il cambiamento di mentalità delle Chiese europee deve partire da una base che, fino a pochi anni fa “indottrinata” dalle teorie della separazione, ora sappia invece recuperare un cammino di unità, pur differenziata».

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