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I ponti della Gmg

C’erano anche 31 brugheresi tra gli oltre 3 milioni di giovani che hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia.
«La prima cosa che mi ha colpito è stato vedere così tanta gente, tutta insieme per lo stesso motivo: realizzi di non essere solo» racconta Marialuce Giardini, 18 anni, una delle più giovani, alla sua prima GMG. «Mi ha stupito soprattutto il bel clima che si è creato. Solitamente si tende a essere diffidenti nei confronti degli altri. Invece in quei giorni tutti ci parlavamo e ci salutavamo, anche se non ci conoscevamo. Sembrava di essere in un altro mondo!».
Un tema, quello della mondialità e della comunione tra i popoli, che è emerso con forza anche nelle parole che il Papa ha rivolto ai giovani «Certamente uno degli inviti che più mi è rimasto impresso è stato quello di non costruire muri, ma ponti. E alla GMG si vive davvero nel profondo questo clima di mondialità» sottolinea Lorena Viganò, educatrice del gruppo diciottenni.
Per lei si tratta della seconda Giornata Mondiale della Gioventù, dopo quella di Madrid nel 2011 «Di quell’esperienza mi aveva colpito l’entusiasmo travolgente dei giovani. Questa volta, invece, mi sono rimasti impresse soprattutto le parole che ho ascoltato e gli spunti che ci sono stati dati».
Il momento più bello? «La veglia finale» conclude Davide Mazzoleni «nonostante ci fossero così tante persone da non riuscire a vedere nemmeno l’orizzonte, quando è iniziata la veglia, è calato il silenzio. Un’esperienza incredibile».

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