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«Vi racconto Erbil, città di profughi». A San Paolo cena e incontro sui cristiani in fuga

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«Vi racconto Erbil, città di profughi». A San Paolo cena e incontro sui cristiani in fuga

“Partire è un po’ come morire” è il titolo del secondo incontro organizzato dalla parrocchia San Paolo, giovedì 30 presso il salone Don Pietro. In questa occasione la dottoressa Lucia Castelli, medico pediatra e volontaria Avsi, racconterà la propria esperienza nei campi profughi nel Kurdistan iracheno e in Libano. Verranno inoltre proiettate delle diapositive per illustrare la difficile situazione in cui si trova la popolazione.

Tra Tigri ed Eufrate
«Nel mese di febbraio sono stata a Erbil, nei campi situati tra il fiume Tigri e Eufrate», racconta la dottoressa. «Qui si trovano molte famiglie che in breve tempo hanno dovuto abbandonare le loro case perché il fronte si è ritirato lasciando i civili esposti agli attacchi dello Stato islamico». Gli sfollati, spiega, «sono per la maggior parte cristiani, ma anche musulmani che non accettano l’estremismo. Ciò che mi ha impressionato di più è che queste persone non erano abituate ad uno stato di povertà, si tratta di famiglie benestanti che conducevano una vita come la nostra e ora, a causa della guerra, vivono in un container di sei metri per tre».

Situazione di emergenza
La dottoressa spiega poi che i profughi si sono subito organizzati per continuare a svolgere le proprie attività, ad esempio «il personale sanitario e gli insegnati si sono adoperati per aiutare la propria gente. Alcune suore irachene hanno utilizzato la casa a loro assegnata per aprire un asilo nido».
Le principali emergenze ad Erbil sono la mancanza beni di prima necessità e di servizi igienici. La dottoressa spiega inoltre che «la filosofia dell’Avsi è quella di fornire una vita il più possibile giusta anche in situazioni di emergenza, soprattutto per i bambini. In questa prospettiva quindi l’istruzione è fondamentale perché è ciò che rende stabile la vita di un bambino anche in condizioni di forte instabilità». Sono perciò in cantiere «dei progetti per la costruzione di un asilo, di una scuola e di luoghi ricreativi. Tra questi un salone polifunzionale dove possano ritrovarsi le donne e i bambini per studiare e giocare, in modo da non dover stare sempre nei container e nelle tende dove gli spazi sono davvero ridotti».

Cena e serata
Durante la serata saranno fornite le informazioni necessarie per poter contribuire a questi importanti progetti. Giovedì il ritrovo è previsto alle ore 19.45, seguirà la cena alle ore 20 (costo 10 euro) e l’incontro dalle ore 21 alle 22.30. Per le iscrizioni alla cena è necessario telefonare ad Armida (340.0683025) entro lunedì 27, mentre l’incontro è ad ingresso libero e senza prenotazione.

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