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Candy svela il suo piano industriale

Cronaca

Candy svela il suo piano industriale

Il piano industriale di Candy verrà presentato il 5 febbraio in un incontro tra la proprietà aziendale e le rappresentanze sindacali. Saranno presenti, oltre alla famiglia Fumagalli, Fiom-CGIL, Fim-CISL e le Rsu. Dopo l’incontro del 17 dicembre in Regione, sembra che una soluzione stia per arrivare.

«Candy non è in crisi»
Ma nell’aria non c’è ottimismo. In azienda gira voce, non confermata, che si stia lavorando per ridurre il numero di elettrodomestici prodotti a Brugherio. «Candy non è in crisi – afferma Pietro Occhiuto, segretario provinciale Fiom-CGIL –: nel 2015 sono stati prodotti 420mila pezzi». Una questione di know-how che rende le macchine “made in Italy” esplicitamente favorite dalla domanda dei mercati esteri, come dimostrato in agosto quando le vacanze di 30 operai specializzati sono state interrotte per un ordine di 200 pezzi dalla Russia.

Delocalizziamo al contrario
Le soluzioni, a sentire i sindacati, ci sarebbero. Delocalizzazione, sì, ma al contrario. «Bisognerebbe spostare la produzione dall’estero e aumentare il lavoro dello stabilimento di Brugherio – dice Occhiuto -: e fare prodotti ad alta redditività (alto costo e alta resa ndr)». Da una parte proposte sindacali maturate da tempo, dall’altra le esigenze di una azienda. Tra loro si trovano i lavoratori, nel futuro dei quali il piano industriale del 5 febbraio dovrà mettere dei punti fissi.

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