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Varato il nuovo Piano del traffico. L’assessore Bertoni: «Ora i progetti di zona»

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Varato il nuovo Piano del traffico. L’assessore Bertoni: «Ora i progetti di zona»

Assessore Mauro Bertoni, il Consiglio comunale ha approvato il nuovo piano del traffico (Pgtu): e adesso che succede? «Adesso iniziamo a renderlo concreto. Come abbiamo ripetuto spesso, si tratta di un documento di ampia visione, un masterplan. La sua declinazione pratica è poi subordinata a successivi studi: i temi più critici sono toccati con gli “scenari d’ambito”, che avranno dei focus di dettaglio su quelli più significativi». Cosa significa, in termini di tempi? «Non è possibile fare previsioni certe, ma è sicuro che tutte le idee contenute nel Piano non entreranno in vigore da un giorno all’altro».

Primi interventi dalla primavera
Più precisamente, spiega l’assessore ai Lavori pubblici e alla viabilià, le decisioni contenute nel documento si possono suddividere in tre categorie. Le prime, quelle relativamente economiche ed attuabili a seguito di studi tecnici della durata stimata in un paio di mesi. È il caso, ad esempio, dell’inversione di senso unico in via Rodari e in via Leopardi. È possibile che siano concretizzate in primavera.
Le seconde, quelle ugualmente economiche, che necessitano però approfondimento maggiore, almeno 5 mesi per stendere progetti precisi e complessivi delle aree interessate. L’esempio più lampante è la chiusura della strettoia sotto al campanile, con la conseguente rivoluzione della viabilità del centro. È lecito attenderseli a cavallo dell’estate 2016.
Il terzo caso è quello degli interventi più costosi e dunque subordinati al reperimento dei fondi per realizzarli: sono per lo più le rotonde, la cui costruzione necessita di voci di bilancio dedicate. In questo caso, i tempi sono meno prevedibili.

Scelte tecniche e visione della città
«Ogni elemento presente nel Piano – spiega Bertoni – deriva da conclusioni cui sono giunti i professionisti esperti incaricati del progetto, poi analizzate e condivise dall’amministrazione secondo la propria visione della città». La base di partenza, aggiunge, «è il Piano realizzato dalla giunta dell’ex sindaco Maurizio Ronchi, attualizzato dopo averne verificato la congruità con la situazione odierna. Quell’amministrazione però lasciò il documento in un cassetto, noi lo abbiamo portato in Consiglio comunale». Adottare il Pgtu è obbligatorio per ogni Comune, ma la città ne era priva. «Questo comporta grosse penalizzazioni – sostiene Bertoni -. Ad esempio, senza Pgtu non si può accedere ai finanziamenti europei che contribuiscono alla costruzione di piste ciclabili». Il documento ha scadenza biennale: «È una prova della sua flessibilità, in qualche modo ci constringe, ogni due anni, a verificare le scelte fatte e confermarle oppure correggerle».

Chiusure e parcheggi
Tra le novità che il Piano porterà in città, ha creato molta discussione la chiusura della strettoia sotto al campanile. «È stata un’occasione persa di dialogo con i commercianti. Per la giunta e i tecnici si tratta di un’azione irrinunciabile, senza la quale il progetto del centro non ha senso. Speravo che i negozianti coinvolti potessero aiutarci a costruire una riflessione e prendere decisioni intorno a questa chiusura, ma non si sono mossi dalla loro posizione di contrarietà, che ha precluso ogni sviluppo. Io resto convinto che le decisioni del Piano avranno ripercussioni positive sul commercio locale, del centro e non». Tra le scelte ancora in fase di elaborazione si trova una regolamentazione della sosta. «In centro i parcheggi ci sono, ma sono troppo spesso occupati per lungo tempo. Il Pgtu prevede una strategia per aumentare la rotazione delle auto. Ad esempio anche introducendo la sosta a pagamento in modalità da verificare: con la prima mezz’ora gratuita, oppure a cifre basse per la prima ora. L’obiettivo è consentire, a chi si reca in centro per commissioni o acquisti, di trovare sempre un posto libero dove lasciare l’auto. La modalità può essere un terreno di confronto proficuo con i commercianti, e gli incassi sarebbero riutilizzati nel campo della viabilità».

Dissuadere il traffico di attraversamento
La pur significativa rivoluzione del centro, rileva Bertoni, «rischia però di far passare in secondo piano la visione complessiva del Pgtu, che ambisce a ridurre il traffico di attraversamento, rendendo viale Lombardia una cerniera tra le due parti della città e non un muro divisorio come è adesso, a causa dell’altissomo numero di auto che la percorrono». Così anche la zona in parte pedonale a San Damiano, «inserita in un piano più ampio di progetti per il quartiere, oppure ancora l’aumento dei parcheggi in via Torazza. Scelte piccole e grandi che avrano ripercussioni positive».

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