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Candy, Occhiuto: «Problema nazionale»

Cronaca

Candy, Occhiuto: «Problema nazionale»

Salgono a 373 gli esuberi dichiarati dalla direzione produttiva di Candy. A quanto emerso dall’incontro del 29 settembre tra la società e la Fiom Cgil, non sono solo 343 operai, ma anche 30 dei 400 operatori di ufficio a rischiare il posto.
Nel frattempo, la proprietà continua sulla strada del silenzio e la situazione è resa nota dal sindacalista Pietro Occhiuto: «Se questi numeri vengono confermati (373 esuberi su 500 lavoratori, ndr) la chiusura del sito è l’unica conseguenza possibile».
La proprietà afferma che i licenziamenti avrebbero la funzione di stabilizzare il sito, secondo Occhiuto, e per adesso l’intenzione sarebbe quella di spostare una parte della produzione in Cina e diminuire quella di Brugherio.

Occhiuto: «Portare il piano industriale al ministero»
«Anche Governo e Regione devono intervenire», fa notare Occhiuto che si dice favorevole a qualunque iniziativa che renda visibile un problema che sta assumendo sempre più una prospettiva sociale. «Il piano industriale deve essere presentato immediatamente al ministero dello sviluppo economico» aggiunge, assicurando che le forze di Fiom Cgil si stanno già attivando per portare con forza la questione a Roma.
Venerdì prossimo, intanto, continuerà il confronto con la direzione dell’azienda sull’altra spada di Damocle che pende sul capo dei 500 lavoratori dello stabilimento Candy brugherese, o dovremmo dire italiano. Il contratto di solidarietà, infatti, che coinvolge ad ora tutto l’organico aziendale scadrà il 13 ottobre. «La proprietà è intenzionata a rinnovare – afferma Occhiuto – ma aumentando le ore in solidarietà a discapito delle ore lavoro. Bisogna andare al rinnovo con condizioni identiche o migliori delle attuali».

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