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Giuseppe Puglisi e Isaura Merlino: «Casa nostra è l’Australia»

Cronaca

Giuseppe Puglisi e Isaura Merlino: «Casa nostra è l’Australia»

di Greta Joyce Fossati

Il tema immigrazione è oggi controverso e discusso. L’Italia viene vista come un Paese che soprattutto accoglie, ma ci sono anche moltissimi giovani che decidono di vivere all’estero. È il caso dei due brugheresi Giuseppe Puglisi, 28 anni, perito informatico che ha studiato dai Salesiani e la compagna Isaura Merlino, 30 anni, operatrice socio sanitaria. La coppia risiede da più di un anno e mezzo in Australia.

Perché proprio L’Australia?
È Paese che da sempre ci affascina: immaginavamo un territorio carico di natura, una fauna e flora uniche ed è quello che abbiamo trovato. Siamo partiti all’avventura atterrando a Perth Western Australia.

Che vi è successo da quando siete arrivati ad oggi?
Dopo un breve soggiorno a Perth abbiamo deciso di svolgere subito un lavoro in fattoria che ci avrebbe permesso di ottenere un visto per un altro anno. Mentre eravamo lì abbiamo ricevuto un’offerta di lavoro a Canberra, la capitale australiana, e da allora viviamo qui.
Com’è la vostra vita in Australia? Avete vissuto esperienze particolari?
Canberra ci piace molto, è una città molto vivibile. Ci sono tantissimi parchi e tutto è a misura d’uomo mentre enormi grattacieli e un cielo enorme ti sovrasta. Gli australiani poi sono molto amichevoli e socievoli. I servizi funzionano e c’è uno spirito civico ammirevole. Un’altra cosa molto bella di qui è che esiste la meritocrazia e se vedono che ti impegni tutti puntano su di te da subito. Cresci assieme a quello che ti circonda. L’Australia è un Paese giovane in piena crescita economica e sociale.

Vi siete sentiti stranieri?
All’inizio era strano vivere in una piccola fattoria condividendo tutto con persone da ogni parte del mondo che erano lì per la nostra stessa ragione. Anche il semplice mangiare era divertente: pensavamo che non avremmo mai assaggiato qualcosa di loro, ma poi ti butti e scopri mondi nuovi. In Australia si ha un’idea molto particolare e propria della cucina italiana. In Italia poi è tutto molto urbanizzato e le città sono tutte molto attaccate, l’Australia invece è un territorio immenso, è grande sei volte l’Italia, ma ha un terzo degli abitanti. E così c’è molto spazio per tutti.

Come vi tenete in contatto con l’Italia?
Non siamo più tornati fino ad ora. Fortunatamente la nostra è un’epoca che dispone di molti social media e non è difficile tenersi in contatto. Non seguiamo in prima persona le notizie su quanto accade in Italia, ma ci tengono aggiornati i nostri familiari. Cresce sempre di più la nostra voglia di costruire qualcosa qui. Certo non è facile perché siamo da soli e lontani dalle nostre famiglie e dalla nostra cultura. Siamo però in contatto con la comunità italiana di Canberra ed è un valido sostegno, vogliamo costruire qualcosa in questa nostra nuova casa mentre l’Italia rimane in te.

Pensate di tornare un giorno? Non sarebbe giusto?
Sarebbe bello poter aggiustare le cose, ma crediamo che in generale possiamo far ben poco, per noi giovani intendiamo. Siamo molto sfiduciati dalla classe politica e ci vorrebbe una rivoluzione culturale. Da qui appare ben evidente il grande tesoro che costituisce l’Italia e vedere come siamo ridotti fa star male.

Vista con occhi da emigranti, cosa ne pensate dei migranti in Italia?
Essere straniero ti fa vedere il mondo con occhi diversi: noi siamo qui per nostra scelta mentre vedere l’immigrazione odierna per motivi di tutt’altra matrice come le prospettive del Paese ospitante fanno male.

Cosa pensate dovrebbero fare i giovani della vostra età a studi finiti?
Consigliamo di fare esperienze simili a quelle fatte da noi. Almeno per un po’ e per imparare ad essere indipendenti. Espandere i propri orizzonti ed entrare in contatto con un mondo profondamente diverso da quello da sempre vissuto. Per quanto riguarda la lingua occorre non aver paura ed esercitarsi quanto più si può. Quando capisci e riesci a comunicare in una lingua diversa è una grande soddisfazione!

La prima cosa che farete tornando “in vacanza” a Brugherio?
Dopo aver salutato tutti mangiare una teglia intera alla pizzeria “Il Coccio!”.

Cosa avete fatto vostro, dell’Australia?
Il motto “Move on!” Significa letteralmente “andare avanti!”.

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