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«Addio leone». Tragica caduta sulla Grigna, scomparso Giancarlo Rocca

Cronaca

«Addio leone». Tragica caduta sulla Grigna, scomparso Giancarlo Rocca

La chiesa di San Carlo, piena di amici e conoscenti, ha dato l’ultimo saluto lunedì a Giancarlo Rocca. Morto sabato 11 durante un’escursione sulla Cresta Piancaformia della Grigna settentrionale, nel lecchese. Il brugherese, 54 anni, non sposato, lascia la madre Gerardina e i fratelli Giovanni e Mario.

Attivo nel volontariato
Rocca era molto conosciuto in città, anche a causa dell’attività di volontariato che svolgeva da sempre. Soprattutto a Brugherio Oltremare, storica associazione dallo spirito missionario.

Scalatore appassionato
La passione per la montagna era emersa con forza negli ultimi anni, ricordano gli amici per i quali Giancarlo era da sempre “Leone”, uno di quei soprannomi che arrivano un po’ per caso in gioventù e che restano per tutta la vita. Rocca si applicava con scrupolo alle scalate, seguendo anche dei corsi per migliorare la tecnica. Per questo, con tutta probabilità, la caduta di sabato è da annoverare tra le fatalità, non tra le imprudenze. A quanto sembra, l’escursionista stava affrontando la Cresta Piancaformia della Grigna settentrionale, quando è scivolato cadendo in un dirupo profondo oltre 200 metri, morendo sul colpo.

Il ricordo degli amici:«Tranquillo, riflessivo, generoso, ci mancherai ogni venerdì sera»
Purtroppo Giancarlo ci ha lasciato nel modo più doloroso, inaspettato ed inspiegabile.
Stava camminando in montagna, la montagna che lui amava tanto e che negli ultimi anni era diventata la sua palestra. Aveva seguito dei corsi, si era specializzato, aveva migliorato la sua tecnica di escursionista e rocciatore. Sabato 11 aprile aveva programmato un’uscita per “fare la gamba”, per allenarsi, dopo la pausa invernale. Non è più tornato. Una disgrazia ce l’ha portato via.
Per noi , gli amici di una vita, era “il Leone”. Di carattere era tranquillo, riflessivo, mai sopra le righe ed il soprannome, forse, è nato tanti anni fa, confermatosi poi nel tempo, dal fatto che magari lo sentivi parlare poco o per niente, ma poi se ne usciva improvvisamente con una battuta fulminante.
Fulminante come può essere la zampata di un leone appunto, che ti lasciava a bocca aperta e che ti faceva piegare in due dalle risate o stemperava la tensione di una discussione accesa.
Era un amico vero, generoso, sempre presente e disponibile (il suo impegno per Brugherio Oltremare ne è la prova), ed è grande il dolore di sapere di non vederlo più. Di sapere che non ci sarà più nelle nostre prossime uscite che ovviamente non saranno più le stesse di prima, di non vederlo più entrare da quella porta del locale dove ci troviamo ogni venerdì sera, di non godere più della sua compagnia e della sua amicizia.
L’unico motivo, seppur piccolissimo, di sollievo per noi, è che siamo sicuri che ha raggiunto l’Angelo, l’altro nostro amico che non c’è più, e che insieme si faranno compagnia ricordando i tanti momenti che abbiamo passato insieme.
Ciao Leo, siamo stati fortunati ad essere stati tuoi amici, il tuo ricordo resterà sempre con noi.

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