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Una casa ai detenuti per rientrare nella società

Cronaca

Una casa ai detenuti per rientrare nella società

di Matteo Moraschini
È stata confiscata alla criminalità organizzata la proprietà che, su affidamento del Comune di Brugherio alla cooperativa sociale Monza 2000, si trasformerà in casa per accogliere il graduale ritorno alla libertà di persone sottoposte a detenzione. Ed è lì, che mercoledì 11 marzo è stato presentato un altro porto sicuro dell’ “housing sociale”. Il progetto partito nel 2010, come spiegato dal sindaco Marco Troiano presente all’inaugurazione, lavora all’interno della realtà carceraria selezionando tra i detenuti le persone idonee alla fruizione delle strutture abitative.

Solo per condotte idonee
«La detenzione deve avere un fine rieducativo» ha affermato Troiano citando l’articolo 27 della Costituzione. Il progetto, infatti, mira al reinserimento sociale e lavorativo dopo l’esperienza carceraria, prendendosi cura di questi nuovi inizi. Le persone che hanno accesso a questa opportunità hanno maturato una condotta idonea ed un residuo di pena tale poter usufruire di misure di controllo esterne al carcere.

Francesco, a metà strada
Francesco, inseritosi da due mesi nel progetto, sta attraversando il ponte che separa la detenzione dalla comunità. Sa cucinare e ha fatto il cuoco. Ora comincia il suo percorso di comunità: «Dopo la galera – dice – la libertà non è facile». Ma ritornare nel mondo del lavoro è possibile, spiega Maurizio Beghin, presidente della cooperativa Monza 2000. La catena del reinserimento procede anello per anello. Il primo, vuoi o non vuoi, è la cella. Poi arrivano gli agenti di rete a fare da raccordo tra il carcere e la società, infine, gli educatori che si occupano di guidare la persona nel suo rinnovato approccio lavorativo.

Edoardo cerca un lavoro
Le difficoltà, ovviamente, ci sono. Edoardo, anche lui inseritosi nel progetto da poco, tenta da circa sette mesi di tornare a lavorare. Ha 54 anni e di mestieri ne ha fatti tanti nella sua vita.
Dopo aver scelto le persone idonee, i responsabili del progetto cercano le aziende con le quali ricominciare gli inserimenti. Al lavoratore detenuto il datore (che beneficia di tutte le agevolazioni fiscali del caso) riconosce una “borsa-lavoro” di 500 euro al mese, con possibilità di essere assunti dopo un anno di servizio. «Siamo noi che ci misuriamo con il territorio per trovare le aziende – spiega Paolo Brivio, coordinatore del progetto – ma l’incidenza delle assunzioni è sempre troppo bassa». Brugherio, concludono, «sa rispondere positivamente a situazioni come queste, tanto sul piano delle istituzioni, sindaco per primo, quanto su quello dei cittadini».

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