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Candy in lutto, scomparso il fondatore Peppino Fumagalli

Cronaca

Candy in lutto, scomparso il fondatore Peppino Fumagalli

Peppino Fumagalli

Lutto nel mondo imprenditoriale cittadino. Lunedì 9 marzo si è spento all’età di 86 anni Peppino Fumagalli, il fondatore della Candy, azienda multinazionale produttrice di elettrodomestici con sede principale a Brugherio. Nel 1946, insieme al padre Eden e ai fratelli Niso ed Enzo, inventò la prima lavabiancheria italiana e diede vita al Gruppo Candy, rivoluzionando così la vita domestica di tutte le famiglie del Paese. Fumagalli era impegnato nell’attività amministrativa e gestionale, lasciando ai fratelli lo sviluppo delle tecnologie e dei prodotti e l’attività commerciale.

Sempre attivo in azienda
Nominato Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana nel 1973, ha lasciato le redini dell’azienda nel 1994 ai figli Beppe e Aldo e ai nipoti Silvano e Maurizio, attualmente terza generazione alla guida della Candy. Descrisse così il passaggio di consegne: «Ho detto: adesso, andate avanti voi. Così come aveva fatto mio padre con noi nel 1970. Solo quando l’ho fatto io, ho capito quale atto di grande generosità avesse compiuto mio padre nei nostri confronti». Gli ultimi anni lo avevano visto rimanere attivo e presente nella vita aziendale, pur non ricoprendo incarichi operativi. L’azienda lo ha ricordato con le sue parole: «Il compito di un’azienda è lavorare seriamente, realizzare prodotti intelligenti e venderli a un prezzo onesto».

Il ricordo di Troiano
Il sindaco Marco Troiano ha partecipato, in rappresentanza della città, ai funerali di Fumagalli che si sono svolti mercoledì 11 a Monza. «Il nome di Peppino Fumagalli – commenta Troiano – resterà impresso non solo nell’ambito delle vicende economiche dei nostri territori, ma più in generale come il nome di un imprenditore consapevole del suo ruolo nella società». A detta del sindaco, l’imprenditore «era certamente attento solo allo sviluppo della sua impresa, e alla capacità di proiettarla in un contesto internazionale, ma lo ha fatto sempre mettendo al centro il senso della presenza di un’attività di questo tipo in una realtà precisa, con l’attenzione ai lavoratori e alle loro esigenze, con uno sguardo ampio sulla cura e lo sviluppo del territorio in generale».
In tempi difficili «e in vista di una auspicata ripresa economica e sociale – conclude Troiano – il suo resta un grande insegnamento e l’indicazione di una rotta da seguire ancora oggi».

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