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“Flipness”, opportunità per i giovani nel ricordo di Filippo Schiaffino: giovedì 1 ottobre la presentazione

Filippo Schiaffino
Filippo Schiaffino al lavoro al bancone del Bundalinda in una foto da Instagram

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“Flipness”, opportunità per i giovani nel ricordo di Filippo Schiaffino: giovedì 1 ottobre la presentazione

Filippo Schiaffino era un brugherese di 21 anni che aveva già fatto un bel po’ di strada nel mondo del lavoro. Precisamente in quello del bartender, mestiere che esercitava da più di tre anni al Bundalinda di Via San Domenico Savio. Filippo, o meglio Flipness per gli amici, è morto a marzo di quest’anno, ma ovunque rimangono tracce di lui: dal bancone del locale dove ideava nuovi cocktail, al blog da lui lanciato con il suo soprannome.

Spero che troviate questo Blog come una fonte interessante per risolvere qualche vostro dubbio o curiosità all’interno del Mondo dei Cocktail e magari come fonte di ispirazione per qualche nuova ricetta».

I suoi amici l’hanno accolto e portato avanti, diffondendo il messaggio anche sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram: “Passione, Convinzione, Determinazione e Volontà sono le quattro immense qualità che Filippo ci ha trasmesso per portare avanti il progetto Flipness e che vogliamo trasmettere a tutti i lettori del blog. Oggi Fili riposa, ma qui non smetterà mai di preparare cocktail e di far sorridere chiunque ci abbia parlato assieme”. Ed è proprio con questo spirito che la famiglia ha deciso di trasformare il dolore per la perdita di un figlio in un’opportunità, fondando un’associazione dallo stesso nome-soprannome, la cui missione è appassionare qualcuno a qualcosa.

Gianbattista Schiaffino, papà di Filippo e speaker radiofonico di Radiobunda, ha pensato «a tutti quei ragazzi che non sapendo come muoversi e non avendo le idee chiare rischiano di perdersi per strada, come è stato anche per Filippo. Credo che a volte basti anche solo uno stimolo per farli partire. Vanno aiutati, coinvolgendoli». Cosa farà in concreto l’associazione? Il sogno è quello di motivare i giovani, dare loro stimoli, ma fornire anche competenze spendibili. Verranno pertanto organizzati non corsi (come ha specificato il papà Gianbattista), bensì “PerCorsi” di opportunità: dalla spillatura delle birre, al merchandising, da lezioni per diventare dj a quelle per trasformarsi in bartender, come lo era Filippo, apprendendo l’arte del mixology e della creazione dei cocktail. Ma ci sarà spazio anche per la fotografia, i tatuaggi e i vini, il tutto alla presenza dei professionisti del settore.

La Sede Laboratorio, in Piazza Cesare Battisti 14, sarà pronta dagli inizi di ottobre: i lavori sono giunti quasi al termine, stanno arrivando gli arredi e un gruppo di street artist avrà il compito di abbellire i muri interni. I locali saranno degli spazi aperti, dove i ragazzi potranno coltivare le loro passioni e avranno l’opportunità di trasformarle in vere professioni. Il periodo ottobre-dicembre prevede percorsi gratuiti sulla spillatura della birra con professionisti universitari, un corso di fotografia dal taglio creativo, uno per diventare regista e speaker radiofonico e un corso di merchandising, al termine dei quali l’obiettivo è dare sbocchi professionali.

Le relazioni umane però saranno il vero collante dell’associazione, costituita da esperti volontari che metteranno a disposizione degli interessati le loro competenze. Ecco perché uno dei principali partner del progetto non può che essere il Bundalinda, dove il posto di lavoro di Filippo al bancone è rimasto vuoto: sarà dedicato ai giovani bar tender che vorranno imparare il mestiere sul campo, dopo essersi formati nella teoria.

Il titolare, Davide Veneruso, ha scelto di non assumere nessuno altro in questi mesi. «Fili era un ragazzo di un’istruzione e di un’educazione unica. Si era appassionato al mondo e alla storia degli alcolici, ma non era solo curioso: anche sul lavoro continuava a studiare e a formarsi, per portare nuove ricette e nuovi contenuti sul suo blog. L’idea è quella di fare lavorare a turno, in una rotazione ancora da organizzare, i ragazzi che parteciperanno ai corsi di settore. Dietro ci sono realtà professionali molto serie». Sempre al Bundalinda, un mercoledì sera al mese si terrà la “serata Flipness”, con lo scopo di promuovere dei giovani artisti, che potranno dunque usufruire degli spazi del locale di via San Domenico Savio.

Oltre ai colleghi, diventati una seconda famiglia, oltre agli amici più intimi, anche altre realtà si sono appassionate al progetto, dando la propria disponibilità e il proprio supporto: così il CGB Brugherio, dove Filippo aveva giocato fin da bambino ed era tornato come allenatore fino quando la sua patologia ne aveva compromesso l’idoneità al campionato.O ancora la società calcistica fresca di nascita, All Soccer, che porterà impresso sulle maglie dei suoi giocatori (da quelli di tre anni ai componenti della prima squadra) il segno dell’associazione.

Ma chiunque può interessarsi e contribuire, come meglio crede: è stato infatti aperto un conto corrente (IBAN IT35I03111329710000 00002109) sul quale è possibile effettuare una donazione volontaria; inoltre l’associazione accoglie nuovi membri che vogliano collaborare in concreto.

Per chi invece vuole semplicemente rimanere informato sui progetti e chiedere informazioni sui percorsi, Flipness è presente sui canali social (Facebook e Instagram) e contattabile all’indirizzo info@associazioneflipness.org.

Si tratta indubbiamente di un progetto ambizioso, ma come ha voluto ricordare il papà di Filippo, «Anche nei momenti di difficoltà alla fine tutto molto semplice, basta allenarsi di più e con più intensità».

Giovedì 1 ottobre al Bundalinda verrà presentato il primo progetto flipness e la prossima apertura dell’associazione. «Prima della serata – spiegano i responsabili – se foste curiosi e aveste voglia di far un salto in associazione e vedere come si stanno svolgendo i lavori vi aspettiamo dalle 18 alle 20. Tutto lo Staff flipness sarà al Bunda durante la serata per qualsiasi domanda».

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