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Don Colmegna: «Aggredire la povertà per giustizia, non elemosina»

Don Virginio Colmegna alla Casa del Popolo

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Don Colmegna: «Aggredire la povertà per giustizia, non elemosina»

“Con uno sguardo umano” è stato l’incontro condotto martedì 28 gennaio alle ore 21, presso la sala Berlinguer della Casa del Popolo, da don Virginio Colmegna, Presidente della Fondazione Casa della Carità. È stato promosso dalle fondazioni Casa della Carità e Casa della Cultura, che si sono unite per affrontare un percorso comune le cui parole chiave, come afferma Colmegna, sono “accogli, ospita, vivi nella relazione con gli altri, inquietati, mettiti in ricerca nell’inquietudine di ricercare insieme, credenti o non credenti”.

L’incontro si è aperto con una breve considerazione: «Questa è una stagione di condivisione, è il momento di mettere in dialogo le culture: abbiamo bisogno di comunicare, bisogna recuperare la voglia di capire».

Sono 5 le situazioni che sono state esaminate: in primo luogo la povertà, un tema non marginale perché sempre crescente. Spiega Colmegna che «la povertà va aggredita in termini di giustizia non in termini di elemosina. Va richiamata come uno degli assi da cui riguardare l’orizzonte umano in cui siamo. Abbiamo bisogno di una passione umana che ci porta dentro la dimensione dell’uguaglianza come elemento fondamentale. La questione della povertà fa riscattare il sentimento di solidarietà e fraternità, la capacità di riscoprire il valore della sobrietà. Un conto è la miseria un conto è la povertà che ha una sua dignità».

A seguire il fenomeno migratorio, un tema attuale in quanto ormai nel mondo migrano più di 50/60 milioni di persone. Dice Colmegna che «siamo in un mondo dilatato a tutti i livelli e vi inseriamo la ristrettezza angusta delle menti che si chiudono e non sanno aprirsi all’antico e al bello, che mettono in moto sentimenti umani di fraternità». Proprio il principio guida della Casa della carità è “prima le persone”: tutti apparteniamo alla medesima storia e tutti devono essere trattati con uguaglianza. È necessario comprendere e guardare con volto nuovo i fenomeni che stanno succedendo.

Colmegna parla poi dell’economia, citando in primo luogo Papa Francesco: «Se nasce un’economia fondata sul profitto ma non è capace di formare fenomeni di redistribuzione, non abbiamo un’economia circolare, ma che concentra su pochi la ricchezza di molti». Aggiunge poi che «se si parte dalla disuguaglianza e da come superare l’uguaglianza si mette in moto un movimento economico molto semplice che ha capacità di dialogare continuamente». La solidarietà redistributiva ha bisogno di fraternità e passione umana.

Tema tanto importante quanto drammatico è quello ecologico: l’imperativo è creare una coscienza, per educare le persone in vista delle generazioni future.

Per ultimo Colmegna affronta il tema della salute sostenendo che «l’abbiamo ridotta in sanità tremenda, in ospedalizzazione esasperata con i comuni che ricevono l’aspetto assistenziale con una separazione drammatica tra sociale e sanitario». È fondamentale promuovere e garantire vitalità sociale, culturale, di relazione, di capacità che sappia rompere il dramma delle solitudini.

Concludendo, dice Colmegna, «abbiamo bisogno di sedimentare dentro noi una lettura spirituale della vita, di motivare capacità di custodire il senso del vivere, di riflettere e di ritradurre dentro di sé le passioni per cui si vive, per entusiasmarsi, gioire e innamorarsi».

Giorgia Farina

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