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Europee a Brugherio: vola la Lega, risale il PD, crolla il Movimento 5 Stelle. Il commento dei politici locali

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Europee a Brugherio: vola la Lega, risale il PD, crolla il Movimento 5 Stelle. Il commento dei politici locali

Ha fatto il pieno di voti anche in città, la Lega, alle elezioni europee di domenica, con il 38,16% delle preferenze. Quasi quadruplicando il dato delle Europee 2014, quando il partito si fermò allo 10,09%, e superando di molto il dato delle politiche 2018, quando raggiunse il 23,24%.

 

«È un risultato straordinario – commenta il referente politico leghista Maurizio Ronchi – che arriva da un anno di buon Governo nazionale». Si aggiunge, prosegue, «il grande lavoro della sezione locale che ha saputo diffondere sul territorio l’attività del Governo». Per questo «devo ringraziare i militanti per il grande impegno, e tutti quelli che ci hanno votato». Secondo Ronchi, adesso «deve cambiare qualcosa anche in Consiglio comunale. Il centrodestra puro, cioè Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno superato il 50% delle preferenze. Mi aspetto un abbassamento della presunzione della giunta Troiano, che ha spesso snobbato le nostre proposte: adesso sanno che arrivano da oltre la metà dei brugheresi».

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Torna al secondo posto, in Italia e in città, il Partito Democratico. Superato anche dal Movimento 5 Stelle alle politiche 2018, si assesta al 25,19%. Lontano però dall’exploit delle Europee 2014 quando ottenne il 42,90% all’apice dell’indice di gradimento dell’allora leader Matteo Renzi. «Con il voto di domenica», commenta il segretario Damiano Chirico, gli elettori «hanno scelto il PD come principale alternativa alle forze sovraniste. Il Partito Democratico, nella nostra città, ha totalizzato il 25,19% dei voti, percentuale maggiore rispetto a quello conseguito nell’intera circoscrizione Nord-Ovest (23,45%) e a livello nazionale (22,69%)». Non è, aggiungono, «un successo elettorale, ma sicuramente un successo politico: un primo passo verso uno sviluppo coerente ed un progetto inclusivo». Il lavoro ora prosegue in Comune «tanto da soli quanto in accordo con le altre forze con cui collaboriamo, nel dare alla nostra città una direzione politica progressista e aperta a tutti».

Si ferma all’11,17% il Movimento 5 Stelle, meno della metà del 25,08% delle politiche 2018. «Guadagniamo qualche voto – commenta il consigliere comunale Christian Canzi – rispetto alle comunali, la gente riconosce il lavoro svolto in questi mesi. Siamo in linea con il dato della circoscrizione Nord Ovest». Certo, aggiunge, «il dato in generale, e nazionale, non è positivo, dobbiamo lavorare per invertire la tendenza». Canzi è convinto che «i numeri del Movimento non siano quelli usciti dalle urne: il Governo sta lavorando bene». E allora l’errore, ipotizza, «è stato non saper comunicare i tanti risultati ottenuti, o lasciare che ne godesse, a livello mediatico, il vicepremier Matteo Salvini». La stampa, i media, «hanno dato molto più spazio al cofirmatario del contratto di Governo, così a qualcuno è sembrato che fossero merito suo anche le tante cose fatte dal Movimento 5 Stelle».

Quarto partito in città è Forza Italia con il 10,71%, superiore all’8,78% nazionale, ma inferiore al 14,68 del 2018 e al 16,64 del 2014. «Innanzitutto – afferma il referente Michele Bulzomì – sottolineiamo che Brugherio è città di centrodestra, superiamo il 50%». Bulzomì si dice contento «che Silvio Berlusconi abbia ottenuto molte preferenze, è l’unica persona che possa rappresentare l’Italia in Europa» e annuncia «grandi novità in Forza Italia brugherese dopo l’estate».

Quinto partito in città è Fratelli d’Italia, con il 4,99% in salita rispetto al 3,15% del 2018 e al 1,97% del 2014. «Non possiamo che dichiararci soddisfatti ed orgogliosi – afferma il referente politico Enzo Imperato –. È evidente che la sensibilità connessa ai nostri valori ha ritrovato il giusto spazio nei brugheresi e questo ci fa ben sperare. La maggioranza dei nostri concittadini si riconosce nel centrodestra, in contrasto con lo schieramento che oggi mal governa Brugherio». Auspichiamo, conclude, «che il sindaco, preso atto degli esiti elettorali, si concentri maggiormente sulle fasce d’età più delicate, anziani e giovani».

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