Sabato 17 il concerto quaresimale del coro di San Paolo “Allora sapete che esisto” con immagini e letture

di Roberto Brambilla

Il canto, nella vita della Chiesa, è sempre stato potente strumento di comunicazione della novità di vita che i cristiani nel corso dei secoli sperimentano nel loro rapporto con il Mistero. Negli inni, nei salmi e nei cantici, è contenuto un segreto da pochi conosciuto: nel fluire dei ritmi e delle melodie non si svela soltanto la parola dell’uomo, il suo grido di essere salvato, ma anche, spesso celata, la risposta stessa Dio a questa grande domanda.

Un segreto che si rivela essere il punto centrale della sacra rappresentazione intitolata “Allora saprete che esisto”, che il coro di San Paolo, sabato 17 marzo alle ore 21, proporrà a tutta la Comunità Pastorale come gesto di Quaresima nella chiesa di San Bartolomeo, piazza Roma.

Non solo canti, ma anche immagini e letture in preparazione alla Settimana Santa. “Anime affaticate e sitibonde – ci dice Dio in uno dei primi canti della serata – venite all’acqua viva, dove vi invita la vera Vita, dove la vostra sete spegner potrete”. A questo invito risponde il popolo “Signore, ascolta e abbi pietà, perché abbiamo peccato contro di te”. Il canto, colorando di suono le invocazioni, arriva più facilmente dove la parola da sola stenta a incidere o appare come scontata, ci raggiunge e ci colpisce nell’intimo della nostra persona e ci invita a un passo.

Nella scelta dei testi e nei brani musicali abbiamo cercato innanzitutto di guardare all’essenziale, lasciando parlare i vangeli e favorendo, per mezzo dei canti, l’immedesimazione con la persona di Cristo, proprio nel momento più drammatico della Sua vita terrena.

I Vangeli ci consegnano parole vive, pronunciate vive e ripetute vive dalla Chiesa nel corso dei secoli. Rivivere nel marzo 2018 la Passione di Gesù ci fa immedesimare oggi con quanto Lui ha vissuto nella storia, fino a scoprire che ancora adesso Cristo, presente, permane nel mondo.

“Allora saprete che esisto” è anche l’incontro con alcuni autori – pittori e compositori – che, prima di noi, hanno sperimentato questa memoria e ci offrono, attraverso le loro opere, ciò di cui l’arte stessa è segno e testimonianza.

De Victoria, Palestrina, Grancini, Soto de Langa, Bach, Mofino, oltre a canti tradizionali e altri tratti dal Laudario di Cortona riempiranno di bellezza le navate della nostra chiesa e faranno risuonare vive le parole di una tradizione liturgica centenaria.

La serata è per tutti e aperta a tutti. Appuntamento sabato 17 marzo, ore 21, chiesa di San Bartolomeo.