I risultati di due anni di analisi all’acqua di Increa: migliorano i valori, diminuisce l’alga rossa. Ecco quali pesci sono stati avvistati

Il biologo Fabrizio Merati ha dato il via libera alla riapertura della pesca dopo aver effettuato, su incarico del Comune, un totale di 403 analisi sul lago di Increa. Sia sulla quantità dell’acqua (2 milioni di metri cubi, profondità di 11,5 metri con variazione di 3 tra massima e minima) che sulla qualità.

Nel 1998, la superficie del lago si trovava a 121 metri sul livello del mare; a settembre del 2017 ha superato i 127. Il picco fu nell’agosto 2015, con 129,5 metri. Se ne trova traccia, ancora, sui tronchi di alcuni alberi a bordo lago.

Le analisi della trasparenza e della temperatura (27° in estate, 7° in inverno) hanno registrato valori nella norma. Le condizioni generali delle acque sono in miglioramento. I livelli di ossigenazione (circa 5mg/l), il ph (tra 7 e 8) e la concentrazione di fosforo (tra 15 e 39 ug/l) rendono l’ambiente adatto per i pesci. Questi infatti sono risultati sani, o almeno così è per quelli catturati dalle reti posate in due sessioni dai ricercatori: non è stata rilevata la tossina Paralytic Shellfish Poison.

L’analisi delle acque del laghetto di Increa nel gennaio 2016

Tra pescati e avvistati, sono stati registrati cavedani, gardon, lucci, pesci persici, persici sole, persici trota, storioni siberiani.

Sono anche segnalati storicamente, ma non avvistati direttamente dagli scienziati, storioni, trote iridee, scardole, alborelle, carpe, barbi, triotti, tinche, aspi, breme, siluri, pesci gatti maculati. Un pesce su quattro, nel laghetto, è autoctono. Tre sono alloctoni e dunque, secondo gli analisti, da rimuovere per ripristinare un equilibrio più naturale.

Nel 2017 è stato infine rilevato un miglioramento del profilo trofico (grazie al calo del fosforo) e una sensibile diminuzione della presenza della tossica alga rossa.