Magniplast, da cinquant’anni sui tetti del mondo

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foto dal sito magniplast.it

Ci sono un fiocco azzurro e uno rosa nella sala dove la Magniplast accoglie i clienti. Indicano due nuovi prodotti, appena entrati in produzione. Uno, più economico che mai. L’altro (arrivato dopo 20 anni di ricerche) che non ingiallisce con il tempo. Importante, oltre che a livello estetico, per ambiti in cui la luce ha ruolo di rilievo, come l’agricoltura in serra.

Sono la prova che ancora oggi è possibile inventare qualcosa di nuovo, anche con materiali noti da decenni. E a 50 anni esatti dalla fondazione, Magniplast continua come agli inizi a innovare lavorando la vetroresina.

Fondata da Carlo Magni e oggi guidata da 3 donne

Carlo Magni, fondatore della Magniplast

L’azienda che ora si trova in via Buozzi viene infatti fondata nel 1967 in via San Pio X da Carlo Magni, marito e padre delle tre donne che oggi rappresentano la proprietà. Viene ricordato in Magniplast come imprenditore illuminato e grande appassionato del lavoro. Possedeva, ricordano in azienda, «doti di straordinaria umanità delle quali non si faceva vanto ma che nella caratteristica sua autenticità e semplicità brianzola, provocava l’empatia e la simpatia che il suo prossimo gli riconosceva». Fu lui ad inventare, ad esempio, le serre “a tunnel” che negli anni successivi si sono diffuse ovunque.

La morte a 48 anni di Carlo Magni, nel 1992, segnò una ferita profonda e lacerante sia di tipo familiare che di tipo societario. «L’esempio da lui lasciato – affermano gli eredi – di forza morale nella rettitudine e nella passione per il lavoro è diventato una molla per chi è restato. Che, custodendo questo patrimonio, l’ha trasformato in attività, in voglia di superare gli ostacoli, nella volontà di fare sempre meglio».

foto dal sito magniplast.it

Lana di vetro annegata in un bagno di resina
Da lì l’azienda è ripartita. Senza il fondatore, 25 anni orsono. Ma solo un anno dopo la sua morte, un grande incendio devastava il magazzino dell’azienda. Mandando in fumo non solo il patrimonio immobiliare, ma anche tutte merci lì contenute.

Un brutto colpo a livello morale ed economico, superato con un brianzolo “rimbocchiamoci le maniche” e con la passione per il prodotto. Vale a dire, spiegano i proprietari, «la vetroresina, prodotto termoindurente con il quale abbiamo coperto da 50 anni i tetti del mondo e che, tutt’ora, resta un prodotto insuperato». È lana di vetro, più o meno fitta a seconda delle necessità, annegata in un bagno di resina e poi stampata nelle forme e misure richieste.

«Il prodotto che amiamo produrre – aggiungono – ha capacità ineguagliabili di resistere a condizioni ambientali estreme: in campo agricolo per serre e capanni. In campo industriale per capannoni e in campo residenziale per i rifacimenti in aree sismiche».

Nel tempo la vetroresina ha trovato nuove realizzazioni e applicazioni. Si è evoluta, ma Magniplast conserva le centinaia di stampi utilizzati in 50 anni di attività, anche quelli in disuso. «Se per caso a un cliente servisse riparare una parte di una vecchia copertura, gliela possiamo rifare uguale», affermano. Viene apprezzata anche in qualità di rivestimento per cladding di esterni in area chimica, o come protezione di pareti di interni, dove gli aspetti igienici sono fondamentali. Altre e diverse soluzioni che permettono il passaggio di luce sono anche quelle decorative e il fai da te. Oggi Magniplast è il primo produttore in Europa di laminati in vetroresina prodotti in continuo che ha la più vasta gamma di prodotti.

foto dal sito magniplast.it

Indagini e soluzioni per superare la crisi
«Non tutto è stato facile, ma tutto è stato percorribile», affermano alla Magniplast. Grazie anche «alla potenzialità al mutamento della vetroresina. I prodotti si trasformano in relazione alle esigenze del cliente o della richiesta di un settore».

Il profilo della società, sostengono, «è quello di un forte rigore commerciale per correttezza e disponibilità a studiare i problemi dei nostri clienti e, senza chiasso, approfondirli , scavandone tutte gli aspetti e rintracciare le vie per risolverli». Proprio per questa capacità di indagare e trovare adeguate soluzioni, aggiungono, «abbiamo superato la crisi che ha toccato molti settori dal 2008 e, così pesantemente, l’edilizia. Crediamo che questa scuola sia l’unica veramente valida per un futuro fatto di tenacia ma anche di soddisfazione e di prospettive».

Nel 2017 l’azienda ha festeggiato il mezzo secolo di fondazione. «Non è stato un momento autocelebrativo – spiegano -, ma abbiamo invece festeggiato il valore delle persone, dipendenti ed agenti. Che con noi, per tanti anni, ci hanno sostenuto e ci avvalorano con il meglio che ognuno di loro può o sa dare».