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Calcio e disabilità, il Brugo in campo nel nome di Leo Messi

Di   /   24 novembre 2017  /   Commenti disabilitati su Calcio e disabilità, il Brugo in campo nel nome di Leo Messi

Il nome, TikiTaka, evoca il gioco inconfondibile e divertente del Barcellona di Leo Messi. La tecnica sarà difficilmente la stessa, ma sul significato straordinario non ci sono dubbi, dato che si tratta di un torneo di “calcio integrato” a 7 che vede protagonisti i ragazzi del Brugo, cooperativa per persone con disabilità.

«Il progetto – spiega Marta Massa, referente del Brugo – è finanziato dalla Fondazione Cariplo e consiste in un torneo di calcio integrato che avrà luogo il 3 dicembre dalle ore 9,30 alle ore 17,30 presso la Palestra Kennedy di via Kennedy 15, proprio in occasione della Giornata mondiale della disabilità».

Nel calcio integrato le squadre sono composte da persone con disabilità e non. Sono 28 gli aspiranti calciatori, 8 le ore di divertimento e solidarietà, 4 le squadre e un pranzo a buffet.

L’accesso del pubblico è libero. Per partecipare come giocatori e per il pranzo è necessaria l’iscrizione, fino ad esaurimento posti, scrivendo a info@coopilbrugo.it oppure cddbrugherio@coopsolaris.it o telefonando ai numeri 039.9052511 o 039.2142425.

La partecipazione al torneo è gratuita, con offerta libera per chi volesse sostenere il progetto TikiTaka. «Perché anche una piccola donazione – fanno sapere gli organizzatori – può essere la base per dare vita a progetti formativi, esperienze di vita e attività culturali».

L’estrazione ufficiale delle squadre con foto e brindisi di gruppo avverrà il 1 dicembre alle ore 21 presso la sala Consiliare di piazza Battisti

A cosa serve TikiTaka
TikiTaka, spiegano i promotori, «è un progetto finanziato da Fondazione Cariplo che ha l’obiettivo di rendere le comunità più accoglienti e inclusive nei confronti della diversità, imparando che dietro a ciò che comunemente viene visto come “limite” e “mancanza”, può nascondersi invece una grande risorsa, per tutti».

Con lo scopo di trasformare la «percezione diffusa» che vede le persone con disabilità «come semplici utenti di servizi» anziché «attori chiave nella definizione del proprio percorso di vita e preziose risorse per lo sviluppo sociale del territorio. Per scardinare i luoghi comuni, il primo aspetto su cui lavora TikiTaka è un’azione di contrasto alla rappresentazione negativa della disabilità, ridotta ad un mero costo sociale, vista spesso solo nella sua dimensione di limite e mancanza, per consentire invece alla comunità di fare esperienza del valore sociale che può avere».

Al centro del progetto c’è quindi «l’attivazione di una rete di soggetti del territorio, dalle famiglie stesse, ai servizi, fino alle associazioni sportive, alle imprese, ai commercianti, percepiti come risorse preziose da impiegare nella co-progettazione e nell’attuazione di esperienze concrete che possano fare emergere il valore sociale delle persone con disabilità».

Il volto che rappresenta il progetto è Leo Messi, campione di calcio, ha vinto 5 palloni d’oro, 4 Champions league, 8 campionati spagnoli. Da molti è ritenuto il calciatore in attività più forte del mondo. Eppure è nato con una malattia dello sviluppo che ne ha frenato lo sviluppo fisico. Un “limite” attorno al quale il Barcellona ha inventato un nuovo modo di giocare a calcio, vincente e spettacolare, ammirato in tutto il mondo, fatto di una rete di fitti passaggi con Messi al centro, il TikiTaka.

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