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Dagli archivi e dalla ricerche di Sangalli spunta la Monaca di Monza

Cronaca

Dagli archivi e dalla ricerche di Sangalli spunta la Monaca di Monza

monaca-di-monzaLe ricerche storiche condotte da Giuseppe Meani sono raccolte presso la sezione di storia locale della Biblioteca nel Fondo Meani. Originario di Baraggia si interessò del territorio a partire dalla sua frazione.

Ardua catalogazione
Durante il corso di queste ricerche il materiale si è fatto più consistente, oggi questi antichi documenti sono principalmente sotto forma di fotocopie. Da alcuni anni si è reso necessario un lavoro di ricatalogazione e riordino che viene portato avanti da Enrico Sangalli con altri preziosi collaboratori. Riordinando questi documenti, Sangalli ha avuto modo di rivalutare e mettere in dubbio alcune delle fonti e conoscenze che erano state riportate. La sua attenzione si è infatti fissata intorno alle vicende della Monaca di Monza. La scoperta che ha fatto maggiormente piacere a Sangalli è legata al luogo di provenienza di suor Ottavia, una delle complici della Monaca di Monza, suor Virginia de Leyva.

 

enrico-sangalliLa scoperta: suor Ottavia non era di Brugherio
Si credeva fosse originaria di Brugherio, dato che agli atti risulta battezzata nella chiesa di San Bartolomeo. Sangalli ha accertato che questa chiesa è solo omonima di quella di piazza Roma. Si trovava infatti a Milano, nella zona di Porta Nuova. Nella deposizione al processo legato alle vicende della Monaca, suor Ottavia riferisce: “Io mi chiamo suor Ottavia Ricci; mio padre ha nome Agrippa Riccio, et la mia patria è Milano: son monaca di San Benedetto humiliate, il monastero nel quale sono stata fatta monaca qui in Monza si chiama Santa Margherita posto in porta di Agrà si che detto monastero è clausura. Al secolo io mi chiamavo Vittoria et son 20 anni che io fui fatta monaca professa in quel monastero”. Suor Ottavia morirà pochi giorni dopo aver testimoniato.

L’Egidio dei Promessi sposi
Vi sono altri due aspetti che molto probabilmente legano il nostro territorio a queste vicende: la mamma di Gian Paolo Osio (l’Egidio dei Promessi Sposi), complice di suor Virginia, era Sofia Bernareggi, appartenente a un’importante famiglia di Baraggia proprietaria di diversi beni anche a San Damiano.

L’altare di San Bartolomeo
Dal Monastero di Santa Margherita, famoso per le vicende legate alla Monaca di Monza, nel 1785 arrivò a San Bartolomeo un altare, che sostituì quello bruciato oltre dieci anni prima. Artefice di questa operazione il parroco Paolo Antonio De Petri, che ricorda l’episodio nel suo manoscritto del 1794. Parte di quell’antico altare costituisce l’altare di San Giuseppe che si trova oggi nella navata destra della chiesa di San Bartolomeo.

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