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Sabato 15 alle ore 16 la presentazione del manoscritto del parroco De Petri, in regalo ai presenti

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Sabato 15 alle ore 16 la presentazione del manoscritto del parroco De Petri, in regalo ai presenti

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Paolo Antonio De Petri, parroco a Brugherio dal 1778 al 1819, ha scritto forse il documento più fondamentale della storia della città.

È infatti la prima descrizione analitica del territorio dove ora sorge la città, al tempo diviso in cascine e borghi, dei quali il principale era Baraggia. De Petri, milanese, racconta ciò che vede senza dare nulla per scontato, essendo lui un forestiero che incontra queste terre, persone e abitudini per la prima volta. Lo scrive su 150 fogli di carta che sono conservati da due secoli nell’archivio di San Bartolomeo.

Sono di difficile lettura perché contengono numerose abbreviazioni, perché l’italiano è molto cambiato da allora, e infine perché l’archivio non è facilmente accessibile. Ecco perché l’editore Kairós ha chiesto a Luciana Tribuzio e Giuseppe Magni di realizzarne un libro. Contiene la trascrizione parola per parola del manoscritto, il suo adattamento in italiano corrente e alcune note critiche che aiutano la comprensione del testo, oltre a diverse miniature e a una cartina, realizzata da Lucia Sardi, che rappresenta la Brugherio dell’epoca.

Il volume sarà presentato oggi, sabato 15 ottobre alle ore 16, presso la sala conferenze della biblioteca di via Italia 27. Ai presenti sarà regalato il libro, che poi sarà messo in vendita in occasioni successive. Alcune copie resteranno in biblioteca per la consultazione.

Alcuni estratti dal manoscritto: nel libro appena pubblicato, tutto il testo è trascritto anche in italiano corrente

“Salubrità di aria, amenità di vita, sapor singolare nei frutti, felice posizione, non lontana dalla Città”

 

“Nel mezzo di essa [la cascina Increa] dalla parte di Levante si apre la Porta, che viene chiusa da un ben dissegnato Rastello di ferro ottimamente eseguito dal Ferraro Angelo Maria Fumagalli di Brugherio, ne’ lati del Cortile nobile sono disposte le Case del Fattore, e del Camparo, un grandioso Torchio, e Tinara, sopra essi è il Solaro”

 

“Spessissimo poi si trova nominata nel duodecimo Secolo […] S. Damiano di Baragia, così nella Bolla in data de’ 15 Febbraio 1103 diretta dal Pontefice Pasquale II all’Abate Gioanni si legge «Et in Baraza Ecclesiam unam quae vocatur Sanctus Damianus cum Decimis et Primitiis»”

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