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Inglese e nuove tecnologie, sfide per l’anno scolastico

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Inglese e nuove tecnologie, sfide per l’anno scolastico

Settimana prossima le scuole brugheresi saranno tutte a organico completo. Anche l’ultima selezione di docenti si completerà e ogni classe avrà tutti i prof di cui ha bisogno. Lo confermano i tre dirigenti scolastici della citta, che condividono l’opinione sulle nuove procedure di immissione in ruolo introdotte dalla cosiddetta Buona scuola. Sulla carta sono positive, affermano, ma sono poi diventate macchinose a causa di regolamenti che le hanno avvicinate al metodo del concorso pubblico, rallentandole e diminuendone l’efficacia.

Angioletti: «Inclusione»
L’anno inizia nei tre plessi con entusiasmo, affermano. «Alla De Pisis ci sono 110 docenti – spiega la dirigente Rosaria Angioletti – e i nuovi arrivati promettono bene». Quest’anno, in particolare, «lavoriamo dal primo settembre sul tema dell’inclusione». I docenti hanno seguito corsi specifici su disabilità, autismo, mutismo selettivo, deficit dell’attenzione. «È una sensibilità – precisa – che manterremo per tutto l’anno e che ha visto gli insegnanti molto partecipi, anche ai corsi facoltativi sul tema». L’istituto potenzierà, quest’anno, anche lo studio delle nuove tecnologie e dell’inglese: «Dalla prima elementare – conclude – aumenteremo le ore di lingua da una a due».

Terzoli: «Collegialità»
Inglese e tecnologie, argomenti cari anche all’istituto Nazario Sauro dove, spiega la dirigente Nora Terzoli, «faremo anche la settimana del coding, per imparare a programmare, oltre a corsi sul cyberbullismo e sui pericoli di internet». La sfida, aggiunge, è «dare uno spirito di unione a scuole che si trovano a chilometri di distanza, come sono via Torazza e San Damiano, ma ci stiamo riuscendo». Mentre l’obiettivo dell’anno è «aumentare la collegialità, coinvolgere sempre più le famiglie allargando il comitato di genitori già molto attivo. Condividere con i figli il piacere della scoperta e dello studio fa restare giovani».

Mereghetti: «Innovazione»
All’Istituto Don Camagni il coinvolgimento delle famiglie è consolidato: alle scorse votazioni di istituto l’affluenza fu del 30%. Un dato unico in Lombardia, forse in Italia. «È il principio della comunità che educa, un’alleanza scuola famiglie che funziona» spiega il dirigente Claudio Mereghetti. «Quest’anno – aggiunge – viaggiamo decisi verso l’innovazione tecnologica, sia alla primaria che alla secondaria, con laboratori mobili e lavagne interattive». Si aggiungono anche alcune ore di lezione in inglese. Altra novità di inizio anno è la «diffusione delle buone pratiche didattiche. Gli insegnanti – precisa – che sperimentano, terranno corsi ai colleghi. Anche a livello verticale: con scambio tra scuola primaria e secondaria».

 

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