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Accusa di diffamazione: la lite in Comune del 2012 finisce davanti al giudice di pace

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Accusa di diffamazione: la lite in Comune del 2012 finisce davanti al giudice di pace

Sarà il Giudice di pace di Monza a decidere se Paola Rogari ha offeso la reputazione di Claudio Sarimari, all’epoca dei fatti direttore generale del Comune di Brugherio.
È la decisione del Pubblico ministero, che ha ritenuto opportuno far comparire l’imputata e il possibile offeso davanti al giudice per valutare la sussistenza del reato.
L’oggetto della discussione è una riunione che si sarebbe tenuta il primo febbraio del 2012 nell’ufficio del dirigente comunale Luca Gilardoni, che sarà per questo chiamato a testimoniare.
Secondo quanto riportato da alcuni giornali, nell’occasione Rogari avrebbe accusato il dirigente di essere “persona posta a tutela degli interessi personali dei signori Liserani Daniele e Sarimari Claudio”.
Quest’ultimo non era presente alla riunione, ma avendo letto sulla stampa le presunte accuse ha deciso di presentare una denuncia per diffamazione, che sarà esaminata lunedì 4 luglio.

Ricorsi e appelli al Tar
Il periodo in cui si inserisce l’accusa sono i primi mesi del 2012, quando la cronaca locale dava conto dei ricorsi e delle polemiche legate a cantieri edili che non avrebbero rispettato gli accordi a danno della Polo immobiliare, di cui Rogari è rappresentante, nella zona di via Monte Cervino. Mesi di animi surriscaldati, poi risolti dalla caduta della giunta di allora e dalle sentenze del Tar, che hanno ridisegnato parte dell’area confermando i ricorsi di Polo.

No comment di Sarimari
Oggi il Giudice aggiunge un capitolo alla vicenda con l’udienza che, salvo ci siano prima accordi tra le parti, si terrà in estate. Sarimari non commenta, nell’attesa di comparire davanti al giudice o di un passo distensivo di Rogari.

Rogari: «Non nel nostro stile»
«Respingiamo le accuse – è invece il commento di Paola Rogari – e affermiamo di non aver ingiuriato né diffamato nessuno. Un comportamento del genere non rientra nel nostro stile e non abbiamo bisogno di ricorrere a simili strumenti per avere ragione delle nostre posizioni». Ogni ulteriore valutazione, conclude, «sarà operata quando prenderemo visione del contenuto degli atti».

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