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In vista del referendum del 17 aprile, nasce il comitato contro le trivelle

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In vista del referendum del 17 aprile, nasce il comitato contro le trivelle

di Eleonora Fraschini

Nasce anche a Brugherio un comitato per il “sì” al referendum sulle trivelle. «Auspichiamo – spiegano i membri – che progressivamente si ponga fine allo sfruttamento dell’energia fossile e si sviluppi invece ulteriormente quella rinnovabile». Il comitato annuncia inoltre «banchetti informativi nei prossimi giorni al mercato, al parco Increa e altrove, nel corso dei quali i cittadini potranno approfondire queste tematiche e trovare delle risposte alle eventuali obiezioni, vista anche la scarsità di informazioni tramite i mezzi di comunicazione».

Domenica 17 aprile si terrà il “referendum sulle trivelle”, il primo nella storia d’Italia ad essere stato ottenuto dalle Regioni; sono stati infatti nove i consigli regionali ad aver depositato le firme necessarie per indire il voto popolare. Il referendum, per essere valido, deve raggiungere il quorum del 50% più uno degli aventi diritto.

La questione riguardo la quale sono chiamati ad esprimersi gli elettori è piuttosto tecnica e deve essere inquadrata nell’ambito dell’attuale situazione italiana. Oggi in Italia non si possono più ottenere permessi di ricerca né concessioni di coltivazione di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa (circa 20 chilometri). La legge di Stabilità (del 28 dicembre scorso) permette però, a chi ha già ottenuto una concessione, di rinnovarla continuando l’attività “per la durata di vita utile del giacimento”. La legge ha decretato dunque che i titoli già rilasciati non abbiano più scadenza, mentre in precedenza le concessioni di coltivazione avevano una durata di 30 anni e i permessi di ricerca di 6 anni (entrambi prorogabili).

Con il loro voto, i cittadini potranno decidere se abrogare, votando “sì”, una parte della norma e far valere, anche per i titoli già rilasciati, il divieto di operare entro le 12 miglia dalla costa, facendo cessare le attività in corso. Tale interruzione non sarà immediata ma avverrà alla scadenza della concessione, anche se ci fossero ancora petrolio o gas da estrarre. Votando “no” invece, la legge viene mantenuta e l’estrazione sarà possibile fino all’esaurimento del giacimento. Non cambierà invece nulla per le perforazioni su terra e in mare oltre le 12 miglia che proseguiranno. La votazione si svolgerà dalle ore 7 alle ore 23 presso le sezioni elettorali.

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