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#conoscibrugherio, le cinque vite di Villa Fiorita

Cronaca

#conoscibrugherio, le cinque vite di Villa Fiorita

Domenica 3 aprile #conoscibrugherio porta alla scoperta di Villa Fiorita. Villa nobiliare nel 1500, poi casa di vacanze per milanesi nel 1700, due secoli dopo casa di cura (praticamente un manicomio) e infine sede del Comune. L’edificio ha una storia piena di alterne vicende tutte da scoprire.

Affreschi, arte, natura
Durante la visita sarà possibile per i visitatori vedere da vicino le importanti decorazioni ad affresco nell’ufficio del sindaco tra cui quello denominato “Arti e mestieri” di Max Squillace, Franco Ghezzi e Gian Mario Mariani. L’affresco è carico di simboli rappresentanti la cultura, la famiglia, il lavoro dei campi e della fabbrica e l’aggressività dell’uomo. Le figure umane racchiuse in un globo rappresentano la cultura.

«Questi corpi, raffigurati in tutta la loro bellezza, fortemente plastici, si agitano, uscendo dalla struttura nella quale sono inseriti, quasi a dimostrare che la cultura non è prerogativa di pochi eletti dentro un ghetto d’oro, ma un patrimonio interscambiabile» sostiene Paolo Polvara membro interno dell’associazione Kairòs, associazione che organizza la rassegna, parlando dell’incontro. «Al centro dell’opera – prosegue – come a rappresentare il legame di tutto ciò con la città, appare lo stemma comunale».

Tutte le altre informazioni e anneddoti verranno ulteriormente analizzati durante la visita che renderà inoltre possibile visitare il parco dietro l’edificio di Villa Fiorita e la sua storia; sorto nella seconda metà dell’Ottocento venne ampliato e trasformato in un classico giardino romantico. Potrà essere mirato nella sua interezza e storia, ma soprattutto per il proprio patrimonio arboreo che conta più di 600 esemplari composto principalmente da ippocastani, faggi, ginko e aceri. Durante l’incontro si potrà inoltre rimirare il bagolaro monumentale di fronte alla serra De Pisis, la superba Sophora japonica e lo storico canneto di Bambusa.

La visita è domenica 3 aprile alle ore 15. Partecipare è gratuito, ma occorre prenotarsi con un’e-mail a remagibrugherio@gmail.com.

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