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Ronchi condannato a un anno: «Riparto più motivato, ma mi dimetto dal Consiglio»

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Ronchi condannato a un anno: «Riparto più motivato, ma mi dimetto dal Consiglio»

Il collegio guidato dal giudice Rossato entra nell’aula giovedì pochi minuti dopo le 10 e pronuncia una manciata di parole. Con le quali condanna l’ex sindaco Maurizio Ronchi a un anno di reclusione, ritenendolo colpevole del reato di abuso d’ufficio. La pena è naturalmente sospesa, Ronchi non va in prigione, in quanto incensurato e in ragione della lievità della condanna.Tra 5 anni la sua fedina penale tornerà immacolata.

Ma le ricadute sulla vita cittadina potrebbero essere più ingenti: il caso (reato 323 del codice penale) sembra infatti rientrare nelle fattispecie regolamentate dalla cosiddetta legge Severino. Per cui l’attuale consigliere comunale rischia la sospensione per 18 mesi dal suo seggio (anche se la sentenza è solo di primo grado), con provvedimento emesso dal Prefetto di Monza.

A meno che l’avvocato di Ronchi, Lino Fossati, non abbia qualche carta in merito da giocare: analoghi casi nazionali hanno visto diverse interpretazioni. Per ora Fossati si trincera dietro il classico «attendiamo di leggere le motivazioni della sentenza», anche se pare plausibile che Ronchi decida di ricorrere in appello.

Il caso della condanna è noto: Maurizio Ronchi, da sindaco, ha firmato una lettera nella quale autorizzava l’allora gestore della centrale elettrica ad aumentare i pannelli solari previsti, con conseguente aumento della produzione di energia pulita e di incentivi riconosciuti dallo Stato all’azienda. Quell’autorizzazione però avrebbe dovuto provenire da un funzionario comunale: il sindaco non ha quel tipo di facoltà. E infatti, secondo Ronchi, la lettera non era autorizzativa, ma solo indicativa. Il giudice ha valutato invece contrariamente, riducendo però la pena chiesta dall’accusa (21 mesi) a un anno.

«Una pena talmente lieve – commenta Ronchi – che mi sorprende: se mi ritengono colpevole, perché non hanno accolto la richiesta dell’accusa? E se innocente, perché non mi hanno assolto? Questa via di mezzo è incomprensibile». L’ex sindaco annuncia però che «questa vicenda non mi abbatte, anzi mi dà ancora più motivazione per affrontare la mia attività politica. Mi prendo due giorni di riposo e poi valuterò cosa fare, dopo aver incontrato i miei fedelissimi per spiegare loro la verità». Nei giorni successivi, il leghista ha dichiarato ai giornali locali che rassegnerà le dimissioni dalla carica di consigliere, senza attendere la sospensione per la legge Severino

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