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L’organista Bönig: «Da Colonia nel nome della musica»

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L’organista Bönig: «Da Colonia nel nome della musica»

Brugherio e Colonia, ancora unite. Questa volta non dalle reliquie dei Magi, che entrambe custodiscono, ma dalla musica. Lo scorso 8 maggio, a far risuonare le note dell’organo Tornaghi è stato infatti Winfried Bönig, organista del duomo di Colonia.

Due città amiche
Questo prestigioso sodalizio musicale affonda le sue radici nelle relazioni create tra le due città lo scorso autunno, quando una piccola delegazione brugherese aveva accompagnato l’arcivescovo Scola in visita a Colonia. Lì, l’incontro con monsignor Bosbach, responsabile del duomo di Colonia, che pochi giorni dopo ha fatto visita alla nostra città, dando il via ad uno scambio di idee e progetti culminato con la partecipazione di Bönig alla rassegna “Imago Magi”.

Un musicista internazionale
Cinquantasei anni e una lunga esperienza da concertista che lo ha portato fino in Cina e in Australia, ha accettato volentieri l’invito a venire a Brugherio: «Non sapevo del legame che unisce le nostre due città. È stato monsignor Bosbach a parlarmene per la prima volta, era molto entusiasta della sua visita alla città e dell’incontro con il vostro parroco e con Irene De Ruvo (organizzatrice della ras
segna Imago Magi ndr)».

A Brugherio con gioia
Nessuna diffidenza o snobismo nel ricevere l’invito di una città così piccola rispetto a quelle visitate nella sua carriera? «Assolutamente no. Quando si è musicisti bisogna essere aperti a tutte le possibilità. Ciò che conta non è certo la fama di una città, ma le persone che si incontrano e qui in Italia mi sono sempre trovato molto bene».

Colonia, una forte tradizione
A Colonia, Bönig è uno dei tre organisti del Duomo e uno degli oltre 40 musicisti che lavorano per le parrocchie della città: «In Germania c’è una forte tradizione riguardo la musica sacra. Ogni parrocchia ha i propri musicisti e il proprio coro, pagati per animare i canti durante la messa» ci spiega. «Nel Duomo siamo in cinque: tre organisti e due direttori. Non si tratta però di un semplice lavoro, è molto di più: non credo sia possibile fare questo mestiere a lungo senza essere coinvolti anche dal punto di vista spirituale».

Suonare un organo, come conoscere una persona
Gli chiediamo infine qualche commento sull’organo Tornaghi: «Suonare un organo è come conoscere una persona nuova: ognuno ha sonorità e caratteristiche diverse. Devo dire che il suono del vostro organo e l’acustica della chiesa sono entrambi molto buoni». Non nasconde però anche un elemento curioso: «Mi ha colpito molto la scaletta che si usa per salire: credo di non averne mai vista una così stretta in tutta la mia carriera!» conclude sorridendo.

Il prossimo appuntamento con la rassegna Imago Magi sarà Sabato 6 giugno alle 21, con Francesco Di Lernia, che si esibirà con brani di G.F. Händel, B. Pasquini, J. Pachelbel, G. Böhm.

Per maggiori informazioni: www.festivalmonzaebrianza.it

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