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In pullman dal dipinto ritrovato

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In pullman dal dipinto ritrovato

Diverse iniziative saranno proposte in città per conoscere la tavola di Giusto di Ravensburg, capolavoro dell’arte nordica, che torna ad essere visibile al pubblico al Museo Diocesano di Milano fino all’8 marzo.
Il dipinto del ‘400 si trovava in via Dei Mille, nella chiesa dedicata a Sant’Ambrogio e rappresenta la figura di Cristo tra i Santi Ambrogio e Agostino.

Gli eventi in programma
Per la fine del mese (la data deve essere ancora confermata) si terrà un incontro con Paolo Biscottini, direttore Museo Diocesano di Milano, presso la chiesetta Sant’Ambrogio, in via Dei Mille 110 a Brugherio. Per il 28 febbraio, invece, è in programma una visita guidata al dipinto e al Museo Diocesano; le iscrizioni si effettuano presso la Libreria Amicolibro, in via Italia 11, sino ad esaurimento di posti disponibili.
La quota di partecipazione è di 14 euro comprensiva di trasporto, ingresso e visita guidata con partenza in pullman da Brugherio alle ore 15.
E ancora, apertura straordinaria della chiesetta di Sant’Ambrogio sabato 21 e 28 febbraio; 7 e 14 marzo con visite guidate alle ore 15 e alle ore 16 con prenotazione a: remagibrugherio@gmail.com.
Le visite rientrano in un progetto di importante collaborazione tra l’associazione culturale Kairós, il teatro San Giuseppe e l’assessorato alle politiche culturali del Comune di Brugherio, per la valorizzazione del patrimonio storico-culturale cittadino e il rilancio della città sotto il profilo turistico.
Ricordiamo le iniziative nelle giornate di Ville Aperte svolte nel 2013 e 2014, l’importante esposizione dedicata al quadro ritrovato del pittore Mosè Bianchi, la riedizione delle schede relative ai beni artistici di Brugherio, la progettazione e realizzazione di espositori per tali schede. Il servizio accoglienza svolto ad alcuni gruppi in visita alla città.

La storia del dipinto
Realizzato nel ‘400, il prezioso trittico ha abbellito la chiesetta di Sant’Ambrogio, via Dei Mille, fino al 1925. Quando Antonio Dubini, proprietario della cascina e della chiesa, prelevò la tavola per portarla nella propria abitazione milanese, appena prima di vendere le sue proprietà locali alla famiglia Cavajoni Bologna; per utilizzare le parole delle cronache parrocchiali dell’epoca, la “asportò furtivamente” e “non senza vive e lunghe proteste e minacce della Curia e del parroco”. I brugheresi poterono rispondere con poco più che una protesta. Da quel giorno nessuno, se non il fortunato proprietario, potè vederla più.

La copia fu rubata
L’anno successivo, la famiglia Dubini pensò di rimediare inviando a Brugherio una copia del dipinto.
Che non è la stessa cosa, ma che qualche valore artistico continuava a mantenerlo. Tanto che fu poi rubata da ignoti negli anni Novanta.
L’originale è del ‘400 e non è dato sapere se fu commissionato dalle monache che in quel tempo erano proprietarie dell’allora convento di Sant’Ambrogio (rimase in loro possesso fino al termine del ‘700 e fu utilizzato come luogo di riunioni della congregazione), oppure se fu portato lì tempo dopo.

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