Contattaci

Noi Brugherio

Si svela sabato in mostra il Mosè Bianchi salvato dall’oblio

Cultura

Si svela sabato in mostra il Mosè Bianchi salvato dall’oblio

Particolare del Ritratto del parroco Gian Andrea Nova, opera di Mosè Bianchi. foto di Giovanni Visini

Quel dipinto di fine ‘800, in città, se lo ricordavano in pochi. Forse nessuno. Anche perché era sparito alla vista fin dal 1922, quando l’allora parroco don Giuseppe Camagni l’aveva rimosso dalle pareti della chiesa di San Bartolomeo.

Oggi “Il ritratto del parroco Gian Andrea Nova” torna ad essere visibile al pubblico, mostrando anche la prestigiosa firma del suo autore: il monzese Mosè Bianchi (clicca qui per leggere la curiosa storia del ritrovamento).

La tela è il centro della mostra ospitata da sabato 11 (inaugurazione alle ore 16) a domenica 26 ottobre (chiusura alle ore 18 con happy hour equo solidale) negli spazi espositivi della Biblioteca di via Italia.
Insieme al ritratto saranno esposte altre opere di Mosè Bianchi provenienti da collezioni private e archivi parrocchiali, arredi sacri e quindici pannelli che ricostruiscono la storia della città nei decenni in cui operò don Gian Andrea Nova, dal 1838 al 1878.

Troiano: l’appartenenza

«Il parroco del ritratto – ricorda il sindaco Marco Troiano – fu tra i più tenaci sostenitori del referendum popolare con il quale si convinse il re Vittorio Emanuele II a istituire, il 6 dicembre 1866, il Comune di Brugherio. Il ritrovamento della tela è quindi una felice coincidenza che possiamo dire rappresenti il primo passo del percorso che ci porterà a festeggiare il 150° anniversario della città». Non una banale ricorrenza, secondo il primo cittadino, ma «un’occasione per il rilancio di Brugherio, per immaginarne il futuro investendo sul senso di appartenenza dei cittadini».

Don Zoia: valori riconosciuti

«Ben venga – è l’auspicio del parroco don Vittorino Zoia – una mostra che ci stimola a ripensare il contesto presente. A partire da un passato a cui non vogliamo sentirci legati distrattamente o nostalgicamente. Perché nei modi, quel passato, non c’è più. Ma certi valori rimangono e sono fondamentali per il futuro». L’esposizione, unendo arte e storia, può «generare una rinnovata consapevolezza di appartenenza a una comunità ecclesiale e nello stesso tempo civile che può e deve costruirsi con l’apporto fecondo dei valori riconosciuti e vissuti dentro la storia locale, a livello culturale, religioso, civile e politico».

Valli: arte e bellezza

Nel «fermento delle attività cittadine», sostiene l’assessora Laura Valli, «la mostra è un’eccellenza che spicca, di una bellezza straordinaria. Allestita nella galleria che ha come scopo la diffusione dell’arte e della bellezza». Una vocazione cittadina: «Per le nostre strade camminò Filippo de Pisis: mi piace pensare che la tradizione espositiva e di ricerca artistica di Brugherio sia stata in qualche modo segnata dalle sue impronte».

Continua a leggere

Di più Cultura

To Top