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Discarica: Monza non ferma l’impianto

Cronaca

Discarica: Monza non ferma l’impianto

La discarica di San Damiano. foto di Roberto Fontana

 

Nuovo capitolo nella sempre più intricata vicenda della discarica di viale delle Industrie a Monza, al confine via della Vittoria a San Damiano. Mentre il comitato di quartiere San Damiano e Sant’Albino, che da oltre un anno lotta con le unghie e con i denti per chiedere la chiusura dell’impianto, si stava organizzando per promuovere un’assemblea in vista di una manifestazione, ecco la doccia fredda: per il Comune di Monza la discarica deve rimanere aperta.

Vari profili di illegittimità
Con una determinazione, firmata dal dirigente del Servizio Valorizzazione Assets e Marketing territoriale del comune monzese lo scorso 20 maggio, l’am­ministrazione guidata da Roberto Scanagatti, afferma che nonostante diversi profili di illegittimità, non ci sono gli estremi per costringere la ditta Crimo a chiudere l’impianto oggetto del contendere. Pratica archiviata. Tra le pagine del documento infatti, si legge che «sono stati rivelati i seguenti profili di legittimità: incompetenza dell’organo che ha assunto la decisione; mancanza di un procedimento ad evidenza pubblica per l’individuazione del soggetto aggiudicatario dell’area e conseguente violazione dei principi di pubblicità e imparzialità; incompetenza dell’organo che ha rappresentato il Comune in sede di Conferenza dei Servizi». Nonostante queste premesse però, non è arrivato lo stop. La costruzione della discarica è stata decisa dalla precedente giunta, e una parte rilevante nell’approvazione sembra sia stata ricoperta dall’ex assessore all’Ambiente Giovanni Antonicelli, attualmente a processo per corruzione. L’Amministrazione di Monza quindi, pur rilevando profili di illegittimità, sembra non se la senta di fermare l’impianto, dato che la decisione porterebbe al pagamento di una penale: se le procedure di autorizzazione sembra abbiano profili da verificare, ora l’azienda rispetta tutti i limiti imposti dalla legge.

La reazione del comitato
Comprensibile l’indignazione del comitato di quartiere, che per bocca di Agostino Barzetti dice: «I cittadini sono davvero indignati, e si aspettano che l’amministrazione di Brugherio agisca con più determinazione a fronte di questa rilevante provocazione che non può lasciare nessuno indifferente, soprattutto perché è in gioco la salute dei cittadini stessi».

Le prossime mosse
Il Comune di Brugherio non considera la partita chiusa e l’assessore allo Sviluppo del Territorio Marco Magni, che ha seguito tutti gli sviluppi, annuncia i prossimi passi: «Come Comune ora chiederemo nuovi controlli alle autorità preposte. Il punto cruciale però, è che l’azienda sta rispettando i limiti». Magni comunque, vuole andare avanti: «Non ci rassegnamo, metteremo in campo tutto quello che possiamo, affinché il cittadino sia protetto. Attualmente c’è un’indagine in corso: se qualcosa dovesse risultare fuori legge a quel punto Monza potrà sciogliere il contratto». Per questo però, bisognerà aspettare l’azione giudiziaria e passerà quindi diverso tempo. L’assessore infine, si dice «disponile a creare un tavolo tra comitato e azienda per trovare un accordo».

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