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Sardegna in mostra. Fotografia, arte e murales

Cultura

Sardegna in mostra. Fotografia, arte e murales

È stata inaugurata giovedì 10 e sarà visitabile fino a sabato 26 aprile la mostra dedicata alla Sardegna ospitata presso gli spazi espositivi della biblioteca civica di via Italia.

“Uno sguardo sulla Sardegna” è una mostra fotografica di Matteo Deiana e Ferdinando Longhi, concepita come un viaggio all’interno della cultura sarda. Due sono i percorsi presentati: l’arte del muralismo e la storia di Torpè, piccolo centro del nuorese.

Sardegna in murales

Matteo Deiana fotografa i murales dell’artista Pina Monne, opere che trasformano i paesi dell’isola in veri e propri monumenti, opere d’arte a cielo aperto. Le fotografie, che propongono un viaggio all’interno della cultura sarda, sono state scattate nel corso di svariati anni e, oltre a ritrarre luoghi, sono vere e proprie testimonianze della cultura e dei costumi dell’isola. Conclude l’esposizione il video “Sardegna in murales”.

La storia di Torpè

Torpè è una cittadina dell’entroterra del rio Posada, a sud di Olbia e a pochi chilometri da Siniscola. Il fotografo Ferdinando Longhi ha catturato la quotidianità del piccolo centro nel corso di un decennio, dal 1969 al 1978, ritraendo bambini e adulti, uomini e donne, artigiani, pastori, contadini e pescatori, fissando con i suoi scatti una realtà che sembra provenire da un passato che ormai non esiste più e raccontando «una storia di duro e modesto lavoro, di feste e tradizioni, di balli e costumi di una volta che ancora oggi conservano quel sapore di un tempo arcaico un po’ perduto».

Parla l’assessore

L’assessore alla cultura Laura Valli descrive la mostra fotografica come una «storia d’amore raccontata per immagini». Storia d’amore fra Longhi e la moglie, originaria di Torpè, ma anche fra il fotografo,  considerato “straniero” per il suo essere milanese, e la gente del paese, inizialmente diffidente, ma con la quale si è poi instaurato un bellissimo rapporto. La parte dedicata ai murales è una sorta di «abbraccio che lega gli anni ‘70 alla contemporaneità e ha per protagonista il popolo sardo».

«L’esposizione – conclude Valli – è anche un riavvio delle mostre fotografiche, dopo “Metallo” che era dedicata ad altre forme artistiche, che continueranno nei prossimi mesi».

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