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Chiara e Camilla in Ecuador dai bimbi adottati a distanza

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Chiara e Camilla in Ecuador dai bimbi adottati a distanza

Da sinistra, Chiara e Camilla

 

Una valigia carica di vestiti, materiale per bambini, e tanta solidarietà. Con questo bagaglio la brugherese Chiara Lorenzetti e la sua amica Camilla Ghinaglia, di Cernusco sul Naviglio, partiranno sabato 15 marzo verso l’Ecuador. È il loro viaggio per festeggiare la laurea triennale in Mediazione Linguistica e Culturale, ottenuta pochi mesi fa.

Un’esperienza di vita
Non sarà un semplice viaggio turistico, ma un’esperienza di un mese e mezzo presso il quartiere di Cochapamba, a Quito, con una missione finanziata dalla fondazione laica “Aiutare i bambini”. «È la prima volta che facciamo un’esperienza del genere – racconta Chiara –. Abbiamo deciso di andare proprio lì perché è anche un’esperienza che centra con i nostri studi, avendo studiato la cultura ispanico-americana». Le due ragazze, entrambe 22enni, si sono conosciute il primo giorno di università e ora hanno deciso di condividere insieme questa esperienza di vita.

Cento bambini
«Saremo ospitate da due suore italiane presso questa struttura. Al mattino faremo il servizio mensa per gli anziani e i poveri del quartiere. Nel pomeriggio, ci prenderemo cura dei bambini che tornano da scuola, aiutandoli a fare i compiti, e svolgendo varie attività» spiegano. I bambini ospitati sono circa cento, alcuni orfani e altri figli di ragazze madri, e ben venticinque di questi sono adottati a distanza dall’Italia. Chiara e Camilla si occuperanno anche di preparare delle schede di presentazione da riportare al loro rientro alle famiglie che li adottano.

«Qualcosa di concreto»
«Passeremo un mese e mezzo diverso, consapevoli comunque che non cambieranno totalmente le cose ma faremo qualcosa in prima persona. Questo è il campo in cui vorremmo lavorare e sarà una grande esperienza» dice Chiara. Camilla aggiunge: «In Italia abbiamo già fatto esperienze del genere, ma ora ci sarà qualcosa in più. Andiamo in una realtà che sappiamo che esiste, ma non sappiamo com’è. Lo scopriremo in prima persona vivendola e almeno nel nostro piccolo faremo qualcosa di concreto». Le due ragazze, fanno poi sapere che parleranno della loro avventura dai loro profili di Facebook e comunicheranno con parenti e amici via Internet.

La fondazione
“Aiutare i bambini” nasce a Milano nel 2000, e da allora promuove e sostiene progetti ed iniziative in tutto il mondo per dare accoglienza, assistenza sanitaria, istruzione scolastica e formazione al lavoro a bambini e ad adolescenti senza alcuna discriminazione di cultura, etnia e religione. I numeri della Onlus sono importanti: dalla fondazione ha aiutato 1 milione di bambini, con 176 progetti attivi sparsi in 45 paesi.

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