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L’affluenza in 10 anni dal 78,97% al 63,51%. Dove sono finiti 3.700 elettori?

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L’affluenza in 10 anni dal 78,97% al 63,51%. Dove sono finiti 3.700 elettori?

Marco Troiano al voto

Mancano all’appello 3.740 elettori. Cittadini che in passato votavano regolarmente alle elezioni amministrative ma che questa volta hanno preferito starsene a casa.

Che hanno rinunciato a scegliere il sindaco e i consiglieri comunali della loro città.

Città che forse sentono un po’ meno loro rispetto al passato.

L’astensionismo del turno di ballottaggio è stato elevatissimo in tutt’Italia e il dato di Brugherio lo conferma: solo il 48,9% ha deciso di spendere dieci minuti della propria vita per dire se preferisse Marco Troiano o Maurizio Ronchi come primo cittadino.
Ma l’astensionismo al secondo turno è fisiologico: molti italiani se non possono votare il “loro” candidato preferiscono astenersi. E la massima frammentazione di liste e l’assenza di apparentamenti ha avuto in questo la sua parte.

Il dato che invece deve davvero far riflettere è appunto quello del primo turno: hanno votato 16.732 persone (su 26.346), pari al 63,5%. Turno nel quale non si sceglieva solo il sindaco, ma si potevano indicare anche le preferenze per i consiglieri comunali: verosimilmente persone conosciute, che magari abitano nella stessa via, visto che Brugherio non è Milano.

Quelli appena citati sono numeri già eloquenti, ma ancora più chiari se raffrontati con i primi turni del 2004 e del 2009. Nelle precedenti tornate il numero di elettori fu sostanzialmente identico: 20.880 nel primo caso e 20.472 nel secondo.
Vale a dire che nel passaggio tra il primo e il secondo decennio del 2000 è successo qualcosa: agli assenteisti cronici si sono aggiunti altri 3.740 elettori che hanno appeso (forse solo temporaneamente) il certificato elettorale al chiodo.

La domanda da porsi (e che sarebbe interessantissimo rivolgere ai diretti interessati) è quindi questa: cosa è successo in tre anni per allontanare così tante persone dal desiderio di esercitare un diritto civile come l’espressione segreta del voto?
Fermo restando – naturalmente – che anche l’astensione è un diritto costituzionale e fa parte delle regole della democrazia e non ipoteca minimamente il valore del risultato elettorale.

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