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Maurizio Ronchi: «Riparto dal 2009 e voglio Decathlon»

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Maurizio Ronchi: «Riparto dal 2009 e voglio Decathlon»

Maurizio Ronchi, candidato sindaco di Lega Nord e lista “Ronchi sindaco”

Maurizio Ronchi irrompe nella campagna elettorale. E lo fa a modo suo.

Si presenta nella sede storica di Forza Italia, in via Cavour, «dove Berlusconi – racconta Ronchi – venne a mangiare il panettone nel 1994 e quell’immagine fu su tutte le televisioni».
Si fa introdurre dal segretario locale del partito, Danilo Redaelli, che lo descrive come «l’unico candidato possibile per la Lega».
E ha alla sua sinistra l’assessore provinciale Fabio Meroni. Come a dire che la sua candidatura è condivisa dai vertici e non è stata mai in discussione.
E ogni riferimento al Pdl è chiaramente voluto.

Se fosse necessario, Ronchi lo esplicita ulteriormente. «È prevedibile che questa volta si andrà al ballottaggio e credo ci saremo io e Troiano, anzi lo auspico. Perché la città si troverebbe a scegliere tra due visioni politiche ben diverse e ben definite. Chi vuole una nuova Stalingrado voterà la sinistra, chi invece vuole una bella città sceglierà me».

Gli altri candidati? «Oggi sono solo delle comparse della scena politica. Il voto ci dirà se in sede di ballottaggio sarà opportuno valutare alleanze sulla base dei programmi. Non intendo trovarmi a governare con persone che non condividono le nostre idee».

Il riferimento alla scorsa amministrazione è chiaro, quando Ronchi fu sfiduciato anche dai consiglieri comunali di maggioranza e dai suoi assessori. «Vedo che sono tornati, in particolare nella lista civica di Carlo Nava, il talebano cattolico. Lo stesso Carlo Nava che adesso si lamenta di un anno di ritardo nei lavori alla cascina Comolli quando la colpa del ritardo è dovuta alla sua decisione di far cadere la giunta».

Il programma di Ronchi parte «dal 2009, da quanto fatto di buono come sindaco. Con l’attenzione alla sicurezza e all’ordine pubblico. Ricordiamoci che ho assunto vigili, acquistato auto, finanziato le videocamere di controllo». Dal bonus bebè da ripristinare «per tutti e non solo per le fasce povere». Dalla piscina «che dopo un anno ferma va ristrutturata pesantemente, gli impianti saranno ormai inservibili. Possiamo affidare il lavoro a un’impresa alla quale diamo in cambio la possibilità di sviluppare un’iniziativa edilizia in un’altra parte della città».

Ce n’è anche per Decathlon: «Non lo dico come provocazione – sostiene il candidato di Lega Nord e lista “Ronchi sindaco” -. Decathlon può tornare in gioco. E non mi interessa se la Provincia è contraria. A casa nostra comandiamo noi brugheresi».
A proposito della multinazionale francese, Ronchi è sicuro che «fosse per il centrosinistra non si concluderà mai, perché dietro a Troiano c’è ancora la vecchia estrema sinistra, con Fulvio Bella che si oppone al progetto soltanto perché è vicino a casa sua».

Insomma, secondo il candidato leghista «Marco Troiano è una brava persona, ma se sarà sindaco rischia di essere un nuovo Cifronti. E un’altra amministrazione di sinistra è un incubo per Brugherio».

In conclusione, il colpo di scena che evoca le campagne elettorali di Silvio Berlusconi. Se il cavaliere firmava su Rai Uno il “contratto con gli italiani”, Ronchi nei prossimi giorni sarà nelle strade a siglare il “patto con i quartieri”. «Si tratta di un documento con impegni precisi riguardo alle diverse zone della città, spiega Ronchi».

Si inizia sabato 11 maggio alle ore 17 all’Edilnord, sul viale dei portici di fronte al parco giochi.
Secondo appuntamento sabato 18 alle ore 21 a San Damiano, nell’area feste. Terzo patto domenica 19 alle ore 11 in piazza Togliatti. Quarto e ultimo giovedì 24 alle ore 19 alla cascina di via Increa.

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