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Francesco, il Papa che viene «quasi dalla fine del mondo»

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Francesco, il Papa che viene «quasi dalla fine del mondo»

Papa Francesco (foto da www.agensir.it)

Poco dopo le 20,30 anche le campane di Brugherio suonano per festeggiare il nuovo pontefice, Papa Francesco. Il 266° Romano Pontefice della storia della Chiesa, primo Papa gesuita della storia. È Jorge Mario Bergoglio, argentino.

“Fratelli e sorelle buonasera”, le sue prime, semplici, parole. L’attesa fumata bianca era arrivata alle 19.06, dal comignolo della Cappella Sistina. A dare il solenne annuncio al popolo, alle 20.12, è stato il cardinale protodiacono, cardinale Jean Louis Tauran. Queste le sue parole in latino: “Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam: Eminentissimun ac Reverendissimum Dominum, Dominum Georgium Marium Sactae Romanae Ecclesiae Cardinalem Bergoglio qui sibi nomen imposuit Franciscum”.

Il primo Papa fuori dal continente europeo è stato eletto nel 75° Conclave della storia della Chiesa, dai 115 cardinali elettori, al quinto scrutinio.

Quasi alla fine del mondo. “Voi sapete che il dovere del Conclave è di dare un vescovo a Roma”, ha proseguito il nuovo Papa: “Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo”, ha scherzato sulle sue origini argentine, “ma siamo qui”. “Vi ringrazio dell’accoglienza”, ha poi detto: “la comunità diocesana di Roma ha il suo nuovo vescovo: grazie!”.

Il primo pensiero al Papa emerito. Il primo pensiero al suo predecessore: “Prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito, Benedetto XVI”, ha detto Francesco I: “preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca”. Poi la recita del Padre Nostro, dell’Ave Maria e del Gloria al Padre, insieme alla piazza. “E adesso incominciamo questo cammino: vescovo e popolo”, ha detto subito dopo il Papa: “Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese”. Il Papa ha definito già da oggi il suo pontificato “un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi”. “Preghiamo sempre per noi, l’uno per l’altro”, il primo impegno chiesto e preso insieme ai fedeli. Poi l’orizzonte si è allargato: “Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza”. Poi il primo augurio, sempre rivolto alla piazza: “Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio cardinale vicario sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella”.

Prima vi chiedo un favore. Prima di impartire la benedizione “Urbi et Orbi”, il nuovo Papa ha fatto un gesto inedito e già indicativo del modo in cui concepisce il servizio del ministero petrino: “Prima vi chiedo un favore”, ha detto rivolgendosi direttamente alla folla che lo ha ascoltato in religioso silenzio: “Prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la benedizione per il suo vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me”. E così, sulla piazza è sceso un minuto di intenso silenzio, di vera preghiera, seguita da un applauso.

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