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Cos’è l’agopuntura e dove viene applicata. Ce ne parla il dottor Vincenzo Valesi

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Cos’è l’agopuntura e dove viene applicata. Ce ne parla il dottor Vincenzo Valesi

Cosa è l’Agopuntura?

È una tecnica terapeutica nata in Cina circa 5000 anni fa che utilizza aghi pieni (quindi senza iniettare nulla) per curare numerose affezioni che ci affliggono, senza assumere sostanze esterne, né per bocca, né appunto  attraverso la via iniettiva.

Come è possibile questo?

Alla nostra cultura occidentale risulta difficile comprendere che qualcosa che non è farmaco sia in grado di svolgere un’azione curativa. In realtà questo è solo un luogo comune legato a un sistema  di credenze, smentito dalle  conoscenze dei meccanismi che regolano il funzionamento del sistema nervoso, centrale e periferico, e dei neurotrasmettitori (cioè sostanze prodotte dal nostro organismo che si comportano come veri e propri farmaci).

Mi faccia capire meglio…

Ci sono due modalità per spiegare il funzionamento dell’Agopuntura:

secondo l’interpretazione  tradizionale, contestualizzata in una visione dell’uomo correlata ai ritmi della natura e alle stagioni, il nostro organismo è percorso da una serie di canali energetici che alimentano la funzione degli organi e dei segmenti muscoloscheletrici; quando, per qualsiasi motivo, questo libero fluire viene meno (il panta rei o tutto scorre di Eraclito), si creano degli ingorghi che sono all’origine delle malattie degli organi  e dei dolori dell’apparato locomotore un po’ come si verifica in tangenziale quando c’è qualche rallentamento del traffico.

La seconda interpretazione, riflessologica,  parte dal presupposto che la stimolazione di aree di pelle situate alla periferia del corpo, è in grado di inviare un segnale al sistema nervoso centrale  che risponde con un altro segnale a direzione inversa cioè dal centro alla periferia  e agli organi

Inoltre è stato dimostrato  che la stimolazione, anche con aghi, di zone periferiche del corpo, determina la produzione da parte del sistema nervoso centrale di sostanze  chiamate endorfine e altre simili, in grado di contrastare l’infiammazione e i dolori.

Quindi cosa farebbero questi aghi, dottore?

Per chi pratica l’agopuntura ispirandosi alla prima teoria, risolverebbero gli ingorghi energetici all’origine della patologia, permettendone la risoluzione. Per chi pratica un’agopuntura di tipo riflessologico riequilibrerebbero alcuni circuiti nervosi e neurotrasmettitoriali.

Sta di fatto che i punti, o zone, o zonoidi di agopuntura esistono(sono aree che corrispondono alla superficializzazione  di alcuni nervi detti perforanti ,a livello delle quali c’è una migliore conduttività delle correnti elettriche); sono cioè delle realtà anatomiche e funzionali,la cui stimolazione con varie tecniche, e non solo con aghi, determina una risposta terapeutica.

In pratica allora quali sono i problemi per i quali l’Agopuntura può dare un valido supporto terapeutico?

L’Agopuntura è conosciuta soprattutto come terapia dei dolori, dolori soprattutto legati ad artrosi della colonna cervicale, dorsale, lombosacrale, e delle varie articolazioni quali spalla, ginocchio, anca; cefalee di varia origine in partcolare  quelle muscolotensive o correlate a una cervicoartrosi; ma è anche una terapia di regolazione di tutte le problematiche neurovegetative connesse alla funzione dei visceri, quindi gastriti, coliti, disturbi funzionali della sfera ginecologica quali mestruazioni dolorose e irregolarità del ciclo femminile.. Nonchè disturbi ansiodepressivi di grado medio lieve, nervosismo, insonnia.

L’Agopuntura è dolorosa?

Assolutamente no. Gli aghi usati per l’agopuntura sono  sterili e monouso, fatti di acciaio inossidabile e sottilissimi, in modo da risultare praticamente indolori.

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