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Natale in Africa per Alessandro e Tecla, giovani brugheresi

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Natale in Africa per Alessandro e Tecla, giovani brugheresi

Tecla Galimberti e Alessandro Teruzzi

C’è chi durante il periodo natalizio pensa di trascorrere un po’ di tempo in montagna. Altri preferiscono mete più esotiche, per cercare un po’ di caldo, stufi del gelo invernale. Ma c’è anche chi decide di andare in posti che non ti aspetti. Come l’Africa. Il 22 dicembre Alessandro Teruzzi e Tecla Galimberti partiranno per il continente nero, alla volta dell’Etiopia. Difficile definirla una vacanza, perché i due si recheranno nel villaggio di Dilla, nella regione del Sidamo a dare una mano a delle persone più sfortunate di noi. Per Alessandro, 20 anni, è questa la terza esperienza in Africa. «È difficile spiegare perché ci vado e come ho deciso la prima volta. Una mattina mi sono svegliato e ho deciso di fare questa cosa. Una volta andato poi ci vuoi sempre tornare. Dopo un mese che sei a casa ti viene il mal d’Africa» spiega Alessandro. Il villaggio dove i due ragazzi verranno ospitati è una missione dei Salesiani. Alessandro e Tecla non avranno un compito preciso. Dovranno semplicemente fare qualsiasi cosa per fare andare avanti il villaggio, da lavori più manuali come il restauro di locali fino al dare una mano nelle scuole dei ragazzi. «In estate, l’ultima volta che sono andato abbiamo fatto molto – racconta Alessandro – Insegnavamo l’inglese ai ragazzi, nel pomeriggio andavamo con loro in oratorio e davamo una mano con l’animazione. Abbiamo poi dipinto tutte le pareti della missione».

In Etiopia si parlano circa 80 lingue. La lingua principale è l’amarico, ma è molto diffuso anche l’inglese. Una volta alla settimana viene allestita nel villaggio una mensa per i poveri: una coda interminabile di bambini affamati, di cui ne vengono accontentati solamente 150. «Quello che vedi lì è totalmente diverso da quello che vediamo qua, è un altro pianeta. Loro non sanno di essere poveri, perché non hanno in mente di cosa ci sia fuori. E infatti sono contentissimi, ridono sempre» dice ancora Alessandro. Per Tecla, 24 anni, è invece la prima esperienza. «È l’entusiasmo che hanno avuto quelli che ci sono stati che mi ha spinto a voler fare questa esperienza. Sarà sicuramente forte, mi lascerà qualcosa. Difficile dire di cosa vado alla ricerca, ma senza dubbio tornerò arricchita» dice Tecla. Alessandro e Tecla durante l’anno sono anche impegnati attivamente nella vita in oratorio: Alessandro è volontario del gruppo di Brugherio Oltremare, mentre Tecla è educatrice dei ragazzi adolescenti. Tecla ha già fatto un’esperienza simile, in un ospedale pediatrico a Gornja, in Croazia, ma nonostante questo si dice «molto spaventata. Ma al tempo stesso sono curiosa, ho voglia di vedere questo mondo e mi piace molto l’idea di fare qualcosa di “missionario”». Alessandro, da esperto le consiglia di non farsi troppe aspettative: «La prima volta che sono andato non mi aspettavo niente, ho detto andiamo e vediamo cosa c’è. Ho visto gente andare in crisi, perché quando fai il confronto tra la nostra vita e la loro diventa tutto più difficile».

Giulio Bestetti

Giulio Bestetti, 20 anni e amico di Alessandro e Tecla, la sua Africa la racconta così: «Andare lì ti cambia totalmente. Si può dire che è come una droga, una volta che ci vai vuoi sempre tornare. Devi andare giù per vivere ogni istante che loro ti regalano e non quelli che ti eri programmato».Il viaggio dei due giovani, che andranno con altri tre volontari, durerà tre settimane. «In un mese non cambi l’Etiopia. Siamo noi che impariamo tanto da loro. Impariamo l’essenzialità della vita, grazie alla felicità che ci trasmettono nonostante il poco che hanno» conclude Alessandro.

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